Lavoro "a tutele crescenti": ma cos’è che cresce?

di Lorenzo Zoppoli *

Il nuovo contratto a "tutele crescenti" riduce le garanzie e, invece di semplificare, complica ancor di più il panorama normativo del mondo del lavoro.
 
1.    Con l'approvazione delle legge delega sul c.d. Jobs Act pare imminente il varo di un nuovo tipo contrattuale per l'assunzione dei lavoratori, il contratto a tutele crescenti (di seguito: Catuc).  A tale contratto dovrebbe essere dedicato, in tutto o in parte, il primo dei decreti legislativi ai quali è affidato il completamento di una riforma dai tratti ancora generici, nonostante le precisazioni introdotte nella norma di delega, dovute al travagliato iter parlamentare e all'inquietudine sociale e politica manifestata in vari modi  (tre letture in Parlamento; due voti di fiducia richiesti dal Governo; dibattiti infuocati sui mass media; una paio di importanti scioperi nazionali, di cui uno generale; astensionismo alle stelle nelle elezioni regionali calabresi ed emiliane).

A sinistra l'euro diventa un dilemma

L'economia europea è impantanata tra stagnazione e depressione, e nessun paese può riuscire da solo a rovesciare l’andamento della congiuntura

di Carlo Clericetti *

La tesi che l’Italia debba uscire dall’euro per non subire danni irreparabili non ha avuto fino ad oggi molti sostenitori nel nostro paese. A livello politico due partiti di opposizione, 5Stelle (ma con una posizione altalenante e non del tutto chiara) e la Lega, alla ricerca di uno spazio politico dopo essere arrivata a un passo dalla scomparsa e sull’esempio del Front National di Marine Le Pen, con il quale è alleata in Europa. Tra gli economisti, pochi e per lo più eterodossi, con la ragguardevole eccezione di Paolo Savona che è stato forse il primo a porre con decisione il problema. La maggior parte degli economisti si è piuttosto dedicata a proporre soluzioni di politica economica che fossero in grado di far superare all’Europa questa crisi che sembra infinita.

Il Papa: ecco le quindici «malattie» della Curia

Il sensazionale intervento del Papa alla Curia ( Cardinali e Vescovi ) per fine anno. Da più parti si sottolinea che le ''malattie''  indicate possono in gran parte essere riferite a qualunque organizzazione, movimento, partito, associazione, ente , che opera nella nostra società.

 
Quindici «malattie», elencate e  spiegate una per una, nel dettaglio. Quindici sfumature di peccato, che nel suo secondo discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi Francesco individua e spiega, invitando tutti a chiedere perdono a Dio. Quel Dio «che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per insegnarci la potenza dell’umiltà», accolto non dalla gente «eletta» ma dalla gente «povera e semplice». È un «vero esame di coscienza» quello che Papa Bergoglio chiede di fare ai suoi collaboratori, in preparazione alla confessione prima di Natale.

 

Mense e cliniche, le trincee di Syriza

di Angelo Mastrandrea *

 

Reportage. Cibo e assistenza sanitaria gratuita, attività culturali e media. Viaggio nelle roccaforti della sinistra radicale greca che ora vuole governare. Tra farmacie sociali e fabbriche recuperate, cibo ai poveri e assistenza ai migranti

 

Nella sala d’attesa della Kifa alle spalle del Muni­ci­pio di Atene ogni paziente rimane ad aspet­tare il suo turno disci­pli­na­ta­mente. C’è chi aspetta di pre­sen­tare la pre­scri­zione medica e pren­dere i far­maci che gli spet­tano, chi è in fila per una visita odon­to­ia­trica e chi per una con­su­lenza psi­co­lo­gica. Cate­rina si occupa di smi­stare il traf­fico, indi­riz­zando i pazienti là dove serve. Snoc­ciola qual­che cifra: «Da quando abbiamo aperto, nel gen­naio del 2013, sono state effet­tuate 2.364 ope­ra­zioni den­ti­sti­che, 5.580 visite, 2.500 medi­ca­zioni e una ven­tina di ope­ra­zioni ambu­la­to­riali». A prima vista sem­bra di essere finiti in un ambu­la­to­rio medico come tanti altri, rica­vato in un con­for­te­vole appar­ta­mento del cen­tro della città. Invece si tratta di una Kifa, un acro­nimo che indica una cli­nica e far­ma­cia sociale. Qui arri­vano a farsi visi­tare o a pren­dere medi­ci­nali, a frotte, gli esclusi dalla sanità pubblica.

28 intergruppi al Parlamento Ue: dai giovani, al clima, alla lotta alla criminalità organizzata

GiovanidisabiliLgbt, caccia, bambinipovertà,clima e diritti umani. Saranno ben 28 i gruppi “interparlamentari” che sono nati al Parlamento europeo e che saranno comunicati ufficialmente domani dalla Conferenza dei presidenti. Eunews ne ha avuto oggi la lista.

 

Gli intergruppi riuniscono eurodeputati provenienti da tutti i partiti, che decidono di unirsi nelle battaglie per una tematica comune. Sono informali, ma hanno delle regole rigide per potersi formare, dato che possono accedere a finanziamenti e sono un importante luogo di confronto. Le norme per il 2015 prevedono la partecipazione di 22 esponenti sia per il Partito popolare europeo (Ppe) che dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D). 9 sono invece i membri dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) e del partito Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa (Alde), e 7 i deputati di Verdi europei, Sinistra europea (Gue) ed Europa della libertà e della democrazia diretta (Efdd).

Birgitta Jonsdottir, Democrazia e Libertà d’Informazione

di John Scales Avery *

La parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir ha compiuto un importante passo verso la soluzione di uno dei problemi centrali che il mondo si trova ad affrontare oggi: come possiamo riconquistare il governo democratico, quando i principali media sono completamente controllati dall’oligarchia economico-finanziaria?
Se qualcuno dubita che il governo democratico sia perso e debba essere recuperato, lasciatelo pensare alle recenti elezioni negli Stati Uniti, in cui una grande percentuale di votanti è rimasta a casa perché delusi dal processo politico. Sapevano che chiunque fosse stato eletto, le loro voci non sarebbero state ascoltate.
 

Legno illegale, arriva la legge

 L'Italia ci ha messo quasi due anni a pubblicare il decreto attuativo delle legge europea sul legno illegale, ma alla fine ce l'ha fatta. Le associazioni ambientaliste Greenpeace, WWF, Terra! e Legambiente esprimono soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - avvenuta ieri sera - del decreto-legge che introduce in Italia i meccanismi necessari all’applicazione del Regolamento Europeo del Legno che proibisce l’immissione e il commercio in Europa di legno e prodotti derivati provenienti dal taglio illegale. 

Il parco del tramonto: i popoli o le oligarchie?

 

di Sergio Di Cori Modigliani


Il mondo è in subbuglio, ormai dovunque, tranne qualche isola fortunata.
La gente protesta, si indigna, manifesta, in tutto il pianeta.
Vale per gli europei quanto per gli americani, gli africani e gli asiatici.
In ciascuno di questi continenti avviene in maniere diverse perché -apparentemente- le problematiche sono distinte, e quindi localizzate.
Chi (in Africa) se la deve vedere con i terroristi, le guerre civili, la fame e la militarizzazione da parte delle grandi multinazionali dell'energia e dell'alimentazione, chi invece se la deve vedere con la diffusione capillare di un neo-schiavismo e un neo-colonialismo di ritorno (in Asia); non stiamo meglio noi (in Europa) perché ce la dobbiamo vedere con 40 milioni di nuovi poveri, la fine della democrazia, l'austerità e una moneta da strozzini; infine c'è il continente americano, da sempre terra d'assalto e d'occupazione della forza imperiale statunitense che ha sempre imposto le politiche e lo stile di vita che voleva.
Nonostante le diversità culturali, etniche e geografiche, c'è un elemento unificante in tutte le manifestazioni planetarie di opposizione.
 

SBLOCCA INCENERITORI ? NO GRAZIE ! Disporre il trattamento dei rifiuti differenziati e indifferenziati all'interno della regione in cui vengono prodotti con impianti che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando materia

 

 

Per superare le procedure di infrazione, con le quali la Comunità Europea ha inteso sanzionare l'Italia in materia di Rifiuti, il Governo con il decreto "Sblocca Italiaall'art. 35, intende individuare e/o realizzare con proprio decreto entro 90 giorni dal 13/09/2014 "impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali " definendoli un sistema integrato e “moderno” di gestione dei rifiuti e addirittura infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente”.

In realtà le soluzioni delineate nel decreto Sblocca “Italia” sono obsolete econtrarie alla gerarchia stabilita dalla normativa italiana ed europea in materia di rifiutiper i seguenti motivi.

Il decreto Sblocca Italia non ha minimamente preso in considerazione il fatto che oggi, in Italia, disponiamo di tecnologie in grado di trattare ogni tipologia di rifiuti, compresi quelli indifferenziati. Tali impianti che consentono di chiudere il ciclo senza discariche e inceneritori, sono assemblati nella proposta denominata "Riciclo Totale" dell’esperta in nuove tecnologie Margherita Bologna, presentata nel 2012 agli Stati Generali della green economy ed inviata al Ministero dellAmbiente con la documentazione relativa.

www.change.org/p/no-a-nuovi-inceneritori-in-italia-no-alla-rete-nazionale-degli-inceneritori