Tutto il fango del paese

      di Luca Telato *

Ormai sembra diventato un tragico appuntamento con la morte, tutto nostrano, un diluvio di inizio stagione che in Germania o in Francia non smuoverebbe neanche una tenda, da noi si trasforma in un’apocalisse che cancella interi paesi e, spesso purtroppo, anche vite umane. Come la tragedia di ieri che ha messo in ginocchio mezza Liguria e una parte della Toscana. Sei i morti accertati e otto dispersi, altre probabili vittime,

una settantina di persone rimaste senza casa, decine di milioni di euro i danni, nonostante l’allerta dei giorni precedenti.
Il nostro, come è noto, è un paese ad altro rischio idrogeologico, un decimo del nostro territorio è in pericolo, ed in questi anni non è stato fatto assolutamente nulla per la messa in sicurezza delle case e dei cittadini anzi, negli ultimi 26 anni sono stati fatti tre condoni edilizi, nonostante le tragedie causate dall’incuria e l’abusivismo purtroppo non siano mancate, prima su tutte della storia recente quella di Sarno e Quindici, spazzati via dal fango insieme a 159 persone. Cose impensabili negli altri paese europei, come incomprensibili sono le scelte dei governi che si sono succeduti, sulle politiche di sicurezza del territorio per uno sviluppo sostenibile. Da noi però si preferiscono i colpi ad effetto come il Tav o il ponte sullo stretto, rendono molto più affabili agli occhi degli elettori, la parola prevenzione non è presente nell’agenda politica e se ad esempio, bisogna far cassa c’è sempre una sanatoria pronta, e questo governo sappiamo bene che non si tira mai indietro quando c’è da condonare qualcosa, non solo nell’edilizia. Ed ecco che, ad oggi, ci troviamo con circa 6 mila scuole e 500 ospedali non protetti nelle zone ad alto rischio, anche qui, chiedete agli inglesi, ai tedeschi o ai francesi se da loro si possa soltanto immaginare una situazione simile.

 

Un’indifferenza assoluta della politica che spesso neanche quando ci scappa il morto si attiva, vedi il Veneto, vittima lo scorso anno di un alluvione, dove non è stato fatto assolutamente nulla per la messa in sicurezza delle zone colpite. Neanche nell’operoso e ricco nord-est si tenta di metterci una pezza, tant’è che gli inquilini degli immobili ancora a rischio, non riescono ad assicurare le proprie case, nessuna compagnia è disponibile visto che quello che è successo lo scorso anno potrebbe ricapitare al prossimo temporale. Le uniche soluzioni sono deregulation e condoni, che tra l’altro sono anche decine di migliaia di voti potenziali per chi governa, viste le numerose abitazioni abusive che ci sono in Italia.
Un aspetto che deve essere sfuggito al Presidente della Repubblica Napolitano, che, pensiamo e speriamo mal consigliato dal suo staff, ha commentato il disastro  descrivendolo come un «doloroso tributo ai cambiamenti climatici», forse inebriato anche lui da questo clima da eterno spot pubblicitario, dove tutto va bene e tutto è in ordine, mandato in scena dal governo e dai media di regime.
Un governo che se da un lato mostra spavaldo la sua insensibilità sul tema della sicurezza, esibisce altrettanta indifferenza anche nei confronti delle vittime che una gestione scellerata del territorio spesso comporta. Ieri nell’aula di Montecitorio si è arrivati alle mani, deputati della Lega e Fli sono arrivati allo scontro fisico, sotto gli occhi, tra l’altro, di una scolaresca in visita.

 

Mentre in Liguria ed in Toscana si faceva la conta dei danni e delle vittime, un gruppo di deputati della repubblica italiana, dimostrando non solo di non avere idea di cosa sia il senso delle istituzioni ma anche di non avere un minimo di rispetto per le vittime dell’ennesima tragedia annunciata, si sono azzuffati per lady Bossi, accusata dal presidente della Camera Fini di essere andata in pensione alla tenera età di 39 anni. Così, mentre il Paese piangeva i suoi morti, vittime di amministrazioni criminali, dove il cemento ed il profitto sono la priorità assoluta, a Montecitorio i rappresentati dei cittadini si azzuffavano per difendere uno dei tanti esponenti della casta. Una scena da fine impero, ignobile per un Paese civile, che sicuramente, senza distinzioni ideologiche o partitiche, ha indignato nuovamente gli italiani, ormai abituati a tutto, ma proprio a tutto.

 * da www.ildirigibile.eu