COSA E' UN ECO-CONCLAVE ? (F.A.Q.)

( contributi per il Conclave )

di Maurizio Di Gregorio

F.A.Q. PER UN ECOCONCLAVE ! Giungono diverse e colorite domande di chiarimento su che tipo di incontro sarà l’EcoConclave del 29 e 30 gennaio 2011 a Bologna e per rispondere in un colpo solo un po’ a tutti i nostri amici, elaboro una serie di domande e risposte già conosciute come FAQ (Frequently Asked Questions). Con ciò specifico cosa intende il sottoscritto e l’impostazione condivisa del Gruppo delle Cinque Terre:

 

Cosa è un EcoConclave?

 È un incontro ecologista e civico aperto a tutti i componenti di quest' area , promosso da alcuni gruppi organizzati che ne fanno parte, diversi fra loro, in cui si dibatte e discute, cercando posizioni e soluzioni comuni e condivise, se possibile, su alcuni temi importanti relativamente al progetto di aggregazione di molte forze e movimenti in un nuovo grande progetto politico. A differenza di molti altri tipi di incontri e convegni si spera quindi di poter concordare insieme alcuni punti importanti da sviluppare poi uniti.

 

Perché questo nome buffo?

Perché lo volevamo appunto proprio distinguere da una comune assemblea e convegno in cui si parla di tutto e magari si decide insieme di niente. Cioè proponiamo di sedersi insieme e di trovare un approccio aggregante chiedendo a tutti i portavoce di associazioni e movimenti di esprimere chiaramente la loro posizione , di cercare i possibili punti di incontro con altri. E questo in modo pubblico e trasparente, evitando le solite passerelle, i comizi verbali, le riunioni segrete, le illazioni e i sospetti  etc.

Nelle riunioni della Chiesa Cattolica si distingue tra assise, concilio e conclave. Il primo è solo un momento di incontro, il concilio è una riunione che, se non si concilia, può durare anche anni, il Conclave è conosciuto come il momento in cui i cardinali eleggono il papa, vengono chiusi a chiave in una stanza e ne escono ad elezione avvenuta.

Provocatoriamente noi sosteniamo che occorre un momento come questo: data la grande quantità di movimenti scarsamente dialoganti tra di loro e tutti piccoli e ininfluenti nella politica e società italiana, occorrerebbe fare un attimo di pubblica chiarezza, sciogliere nodi, incomprensioni e ambiguità, cercare infine i punti e i motivi aggreganti per proporre una aggregazione generale e una mobilitazione straordinaria a centinaia di migliaia se non di milioni di cittadini che oggi non trovano rappresentanza convincente.

 

Perché allora un conclave ECO?

Perché esistono molti differenti linguaggi ecologisti. In questi decenni si sono diffusi molti approcci diversi che a partire dal primo ambientalismo degli anni 70 ormai mettono in discussione tutti i paradigmi dell’economia, della società, della cultura e della politica. In Italia inoltre, a causa di una grave anomalia culturale, molti sono inoltre già pienamente ecologisti pur non riconoscendosi ancora semplicemente in questo termine poiché esso viene confuso con altri termini come verdi o ambientalisti che sono solo una parte di questi complessivi movimenti. Un esempio ne sono le molte molte liste civiche e reti di cittadini attivi sui vari temi o problemi che per noi sono contenuti nel "nuovo ecologismo" che sosteniamo.

 

Più chiaramente nella definizione che ne dà Paul Hawken si sta ormai assistendo a livello planetario all’intreccio contemporaneo dei movimenti ambientalisti, dei movimenti per la giustizia sociale e dei diritti civili e dei movimenti del popoli nativi. Una nuova sensibilità e una nuova cultura, nè di destra nè di sinistra, che parla lingue diverse e sviluppa progetti specifici o comuni, proveniendo da esperienze diverse e andando verso un futuro comune, quello di noi umani,  Cittadini del Pianeta.

 

Perché riunire molte teste diverse in un unico incontro?

Perché vi sono troppi progetti ( parziali) e movimenti diversi (e divisi) che dicono cose in parte identiche e che ancora non si parlano o non collaborano tra di loro. Noi sosteniamo che non dobbiamo cercare una intesa ideologica su tutto ma dobbiamo ri-conoscere insieme ciò che ci è comune: le speranze, gli ideali, le pratiche concrete per un mondo più giusto e più sano, equo e ed ecologico.

 

E l’insieme di queste culture deve ormai trovare una comune espressione politica per non restare perennemente ai margini dell’informazione e delle politiche dei governi. Non si tratta più di elemosinare qualche leggina o cercare un compromesso per ottenere qualche cosa di meno del peggio. Il Pianeta, noi stessi, le nostre vite, tutti gli esseri viventi sono in pericolo: se non cambiamo presto e insieme il nostro modo di vivere, pensare, lavorare e consumare su questo Pianeta non vi sono più molte speranze. I bagagli culturali di tutte le ideologie del 900, sia di destra che di sinistra sono inadeguati rispetto agli scenari attuali, i loro bacini sono consunti e corrotti, rappresentano ormai qualcosa di superato e da cui dobbiamo liberarci.

 

Non ci sono già molte associazioni specifiche e diversi movimenti politici?

Sì, e a nostro avviso sono forse troppe. Troppe micro-organizzazioni e troppi progetti modesti in giro con poco seguito reale che non riescono più a coinvolgere quei milioni di cittadini che vorrebbero o potrebbero appoggiare un nuovo grande progetto politico. E questo progetto non deve essere il 101esimo oltre agli altri 100 esistenti ma deve essere ottenuto riunendo ed aggregando quello che vi è di sano e condivisibile nei movimenti che già esistono. Esiste già una grave responsabilità di fallimento, di mancanza di lungimiranza e di recalcitrante egocentrismo nei molti leader dei tanti movimenti esistenti. Noi chiediamo a tutti, e pensiamo sia condiviso da  moltissimi, di fare un passo indietro per poterne fare gradualmente molti in avanti: la situazione è grave e la coscienza lo impone.

 

L’EcoConclave è un incontro solo politico?

Si e no, perché vi partecipano le più svariate associazioni e movimenti, alcune più attive sul campo ambientale sociale o culturale, altre più focalizzate sui temi propriamente politici. I problemi reali sono problemi globali, culturali, sociali, ambientali, economici, politici insieme che richiedono quindi una risposta ed una proposta a tutti i livelli. Forse è finita l’epoca in cui ognuno poteva innocentemente proseguire per la strada propria i suoi  temi preferiti. Ad ogni modo occorre che il lavoro di tutti trovi un coordinamento e che vi sia una espressione politica più sana, consapevole e matura di quelle oggi esistenti.

 

Come è nata questa idea di incontro?

 L’idea dell’EcoConclave nasce nelle riunioni del Gruppo delle Cinque Terre, un gruppo di lavoro composito che si è formato quasi 2 anni fa per analizzare e trovare rimedio a quella che definisce l’anomalia italiana: una democrazia bloccata e tradita, un sistema economico superato, corrotto e ingiusto, una società estremamente frammentata e sofferente ed una consapevolezza culturale e politica arretrata rispetto alla nostra realtà di oggi. Esempio ne è sul piano politico la partitocrazia, Berlusconi, il fallimento del PD e la continua altalena di nuovi soggetti politici senza un grande reale progetto di cambiamento.

 

Anche in molti altri paesi esteri ci sono naturamente problemi ma alle elezioni, è solo per fare un esempio, gli ecologisti vanno dal 10 al 30, in alcuni posti il 40% dei consensi. Europe Ecologie in Francia  come  altri in Germania, Brasile o Colombia, sono i più noti. Insomma anche l’Italia deve trasformarsi e l’ecologismo è il punto di vista cruciale che ancora le manca, senza di esso cascano tutti gli altri discorsi. Occorre una nuovo ecologia sociale, economica, politica e anche mentale, culturale.

 

Quando è stato proposto l’EcoConclave?

 Prima in un documento del Gruppo delle Cinque Terre nel giugno scorso , poi è stato da noi proposto alla primo meeting della Costituente Ecologista e approvato pubblicamente all’unanimità nell’ottobre 2010. Poi la proposta è stata  portata alla prima riunione di novembre 2010 dell’Appello Abbiamo un Sogno aperto da Michele Dotti ed anche lì è stata approvata unanimamente.

 

Abbiamo già portato la  proposta ad altri Gruppi e Movimenti tra cui Alternativa di Giulietto Chiesa, Movimento Decrescita Felice di Maurizio Pallante, e la proponiamo al Movimento5Stelle di Beppe Grillo, Libera di Don Ciotti, TerraMadre di Carlin Petrini ed altri. Naturalmente vorremmo  coinvolgere tutte le associazioni per i diritti civili, la giustizia sociale e ambientale e tutti i gruppi e i comitati di base già esistenti e attivi su questi temi (un lavoro lungo, sono  migliaia)

 

Quali sono i principali nodi da affrontare e risolvere secondo voi in un EcoConclave?

Innanzitutto una comune posizione di fronte allo strapotere delle caste e al fallimento del sistema dei partiti. Chi ha ancora speranza negli attuali partiti ha tanti altri posti dove riunirsi, anche se sempre più deserti. Poi occorre ragionare insieme su un nuovo metodo e approccio organizzativo che includa tutti e permetta la libera espressione di molti e diversi senza tuttavia essere dispersivo, o che si allarghi a chi nulla centra con questa vocazione di cambiamento radicale. Un nuovo protagonista  che superi i partiti e anche le logiche di funzionamento di molti movimenti, facendo tesoro delle molte esperienze e anche dei tanti fallimenti. Inoltre occorre individuare un focus di problemi e proposte prioritarie, magari anche campagne, centrali e condivise tra tutti; su altre cose sicuramente possiamo avere idee o fare analisi differenti, la cosa importante è unirsi per fare e fare meglio.

 

Non pensate che alcuni cercheranno di mettere il classico cappello su questa proposta?

Già adesso ognuno dice di essere aperto a tutti gli altri, basta che gli altri vadano da lui, che approvino il suo personale manifesto ideologico.

Cohn Bendit ironicamente ci diceva:" sono d'accordo per scegliere un Re, a condizione che sia io.."

No, così non funziona, occorre un po’ di umiltà e molta fantasia, speranza e capacità di sognare. Occorre smetterla di pretendere di controllare e gestire i processi complessi, occorre interrompere il vizio di voler aver ragione per forza escudendo ruolo ad altri. Si può tentare di mettere il cappello ma così ci  si  condanna all’isolamento, all’impotenza e alla delusione dei propri sostenitori.

Noi chiediamo però a tutti di smettere di fare i tappetti ( pardon, I capetti degli attuali gruppetti ) e di mettersi a disposizione, personaggi noti come semplici cittadini, per un nuovo grande comune progetto in cui se saremo capaci di stare onestamente insieme diverremo tutti protagonisti di una nuova stagione di cambiamento e trasformazione. Ci sembra che sempre più persone e gruppi si stiano esprimendo a favore di questa impostazione e di queste proposte.

 

Come andrà l’ EcoConclave del 29 e 30 Gennaio 2011?

Dipende tutto da chi ne saranno i protagonisti. Chi manca se ne assume una responsabilità. Chi ci sarà se ne assume un'altra, non si può sfuggire alle responsabilità anche se molti cercano di farlo, ma è irresponsabile e contribuisce solo al disastro.

Al Conclave  si può aderire come copromotori e si contribuirà all'organizzazione dei lavori, senza altri particolari impegni . Dalla sua apertura saremo però tutti identicamente partecipanti allo stesso livello e potremo discutere, confrontarci, proporci, criticarci e magari decidere comunque delle cose insieme. Insomma una bella sfida !

 

Forse sarà solo un primo incontro importante e forse altri ne seguiranno nei prossimi mesi. Si tratta di un percorso da costruire insieme agli altri, a tutti quelli che si renderanno di fatto disponibili. Voglio ricordare che sarà comunque un evento storico, cioè la prima volta che persone con storie, culture e analisi differenti,  personaggi diversi, alcuni famosi, altri no, parteciperanno insieme e pubblicamente ad un appuntamento volto ad un incontro ed una comprensione profonda. Un evento storico,  comunque vada.

 

Maurizio Di Gregorio

 

Gruppo delle Cinque Terre