IL PRELUDIO DI UNA NUOVA FASE

di Maurizio Di Gregorio

Se le elezioni regionali francesi si sono concluse il 21 marzo con l’affermazione ecologista e la vittoria della coalizione di sinistra, le regionali italiane dichiarano la disfatta (parziale) del centrosinistra, consolidano la lega e rivelano il costante aumento di astenuti e l’emersione del movimento di Beppe Grillo.
Non occorreva essere dei veggenti per immaginare la probabile sconfitta del centrosinistra in Piemonte, Campania e Lazio: inutilmente avevamo indicato, sei mesi fa, che la strada di una costituente ecologista sarebbe passata attraverso una discontinuità radicale con i partiti della casta e tutta la storia del centrosinistra.

Fallimentare è stato, sotto ogni profilo, il risultato dei verdi italiani che con circa 190.000 voti (attribuibili ) hanno totalizzato un 0,80% scarso e questo grazie anche al fatto che Grillo si è presentato solo in 5 regioni su 13.
Per quanto il piccolo gruppo rimasto dei verdi italiani si sia dato da fare (compreso il digiuno di Bonelli) gran parte di quegli elettori che negli anni avevano votato per i verdi si è astenuto o si è spalmato tra liste 5 Stelle, SEL e radicali. Come purtroppo avevamo previsto nell’articolo precedente dal titolo”Ma dove sono gli ecologisti? Decine di gruppi, movimenti, micropartitini, associazioni e comitati vari sono stati a guardare mentre annaspano in difficoltà, con scarsa capacità a incontrarsi, a confrontarsi e tantomeno ad aggregarsi; insomma si può dire che gli ecologisti hanno perso il treno di una significativa e reale presenza alle elezioni.

Il costo culturale e politico della diaspora ecologista impedisce all’Italia una evoluzione francese e invita a riflettere  se  anche la stessa diaspora ecologista non sia parte integrante dell’anomalia italiana.

 

La vera disfatta della sinistra
Anche se i veri vincitori delle elezioni sono stati gli astenuti (circa il 40% dell’elettorato totale) e non i 2 principali partiti della casta, PDL e PD-L che anzi continuano  a veder ridursi le fasce equivalenti degli elettori che li votano (fenomeno che viene nascosto dalla tenuta nelle percentuali), ogni lista al di fuori dei due big mantiene o incrementa i consensi. Da notare l’avanzata della lega dappertutto sino alla Toscana, la tenuta e l’incremento di IDV e UDC e il boom di Grillo. Se valutato come trend esso prelude alla fine dell’egemonia PD in Emilia e forse anche in Toscana e sostanzialmente ad una prossima vittoria del centrodestra alle prossime politiche.

 

L’inutile sacrificio di Bonino e Vendola
Bonino per il Lazio era una possibilità giocata fuori dai tempi massimi, avevamo già scritto che si trattava di un inutile sacrificio per l’esponente radicale chiamata in soccorso di un centrosinistra agonizzante. Oltre che boicottata da parte dell’elettorato del vecchio PC non è riuscita a richiamare i consensi che ormai si stanno raccogliendo fuori dalla casta. E questo nonostante i radicali stessi avessero intravisto l’opportunità di una presentazione con i verdi (FUORI DALLE COALIZIONI).
Anche se la sinistra si consola con l’affermazione di Vendola,  essa è poco più di un fuoco fatuo, poiché sarà giocata nella solita strada senza uscita del millantante rinnovamento della sinistra, scogliera acuminata su cui hanno naufragato innumerevoli progetti di rinnovamento della sinistra. Al di là dei risultati immediati, il conteggio dei voti attribuisce a quella che fu la sinistra radicale un bacino da riserva indiana che va da un minimo di 6 ad un massimo di 9 punti percentuali (guarda guarda il medesimo della Gauche in Francia)

 

Ho visto anche degli elettori felici
Le piazze piene dappertutto per i comizi di Beppe Grillo preannunciavano già i risultati reali. In quelle piazze tanto entusiasmo e tante facce nuove. Essendosi presentato solo in 5 regioni resta la curiosità di valutare quale sarebbe stato un risultato nazionale (se in Piemonte il 4, in Emilia il 7, in Veneto e Lombardia il 2,5 in Campania l’1,3) forse un 3, un 4 o anche un 5%? Dopo le regionali il fenomeno Grillo godrà del vento in poppa.
Tuttavia occorre precisare che i migliori risultati sono stati nelle regioni di sinistra del Nord (Piemonte Emilia), mentre deludente è stato l’andamento di Lombardia, Veneto e Campania, dato che indicherebbe il liberi tutti che si sta preparando nella sinistra italiana e però ancora una mancanza di seguito nelle regioni della lega e nel CentroSud. Beppe Grillo stesso ha definito il movimento 5 stelle come la lega del terzo Millennio. Gli eletti grillini alle regionali sono stati 4 in tutto (come per i verdi) ed il raffronto è un dato paradossale. Inoltre il massimo dei risultati sono stati conseguiti dove non vi erano i Meet Up e questo dovrebbe far riflettere grillini e grillo sulla presunta onnipotenza della rete.
Inutile precisare che Grillo e il suo movimento è attualmente la speranza più consistente dell’ecologismo italiano. Bersani apocalittico: "sono la cupio dissolvi della sinistra". E Beppe Grillo se li mangia con un marameo: "Bersani delira, rimuovetelo da segretario" commenta al telefono ed ha ancora una volta ragione.

 

Mancanza e necessità di un progetto
Chi non è giovanissimo ed ha vissuto più di una emersione di partiti e movimenti alternativi di sinistra o alla sinistra (Psiup, DP, Radicali, Verdi, ora IDV e 5Stelle) non si fa impressionare da exploit del 3 o 5 %: innumerevoli volte i vari tentativi hanno portato cifre simili e gli analisti dei flussi elettorali hanno indicato in un 10% di elettorato un’area mobile che ogni volta si sposta verso i competitori più promettenti.
Solo qualcosa di straordinario potrebbe far convergere parte delle astensioni  a questo 10% di elettorato “critico”
Dopo i primi risultati crescono i problemi per le nuove formazioni (ricordiamo che i precedenti eletti grillo ed IDV erano quasi tutti trasmigrati altrove), problemi inerenti all’organizzazione interna, al fatto che ogni successo attira miriadi di immeritevoli ambiziosi, problemi di schieramento e prassi quotidiana dell’attività politica, problemi di rapporto con i propri elettori e problemi di speranze confermate o deluse.
A ciò si può far fronte solo con un progetto politico complessivo a lungo termine  (e le capacità ad esso relative), altrimenti anche le  più grandi ondate di protesta elettorale e qualsiasi movimento saranno gradualmente riassorbiti nel tran tran della realtà europea.
E segno di quanto sia difficile è la persistenza dei tentativi, alla Vendola per intenderci ed ora anche di IDV di ricreare una prospettiva negli orizzonti angusti di una cosa che comunque la si chiami è ancora e sempre centrosinistra.

 

Il preludio di una nuova fase
Anche se quindi i risultati  di cambiamento non sono stati proprio eclatanti, l’impressione che se ne ricava è che si stia realmente aprendo  in Italia una nuova stagione. Il bipolarismo di PDL e PD-L  si mostra ancora consistente ma la sua fibra è estremamente logorata. Essendo la casta chiusa, il nuovo si raggruppa dovunque al di fuori ed una area ormai molto ampia aspetta il suo principe azzurro. E questo sia per un’area di sinistra che per un’area di destra,  giusto il compito trasversale di disinquinamento della politica, di conversione ecologica dell’economia, di rinnovamento culturale  e sociale che dovrebbe essere, in Italia , come già altrove, il progetto a lungo termine di un nuovo ecologismo oltre destre e sinistre a vocazione maggioritaria.