LA LEGGE BRESSO MINACCIA I BOSCHI

.La Regione Piemonte ha approvato in modo bipartisan una legge che prevede di raggiungere una produzione del 20% dell'energia necessaria da fonti rinnovabili. Ci sarebbe da stupirsi di tanto buon senso. Ed infatti non è finita qui, la legge prevede lo sfruttamento di milioni di metri cubi di legna proveniente dalla distruzione del manto boschivo, sia pubblico che privato.

 

Infatti WWF informa che secondo il meccanismo di gestione provvisoria la Regione può tagliare un bosco senza previa comunicazione al proprietario, che può opporsi solo se riesce ad intervenire per tempo.

 

In caso contrario verrà comunque ripagato con una somma pari al costo di mercato della legna, di molto inferiore al denaro che si andrà ad intascare chi poi la utilizzerà come fonte “rinnovabile”, grazie alla supervalutazione che si basa sui fondi costituiti dai soldi pubblici.

 

In Italia ormai viviamo con un ambiente naturale gravemente compromesso. Viviamo in un Paese che si è visto dimezzata la superficie di bosco pro capite per cittadino in 150 anni. Lasciamo in eredità al mondo e ai nostri figli un' Italia fatta più di cemento che di verde. La Regione Piemonte sta agendo non solo in modo controproducente dal punto di vista economico ma sta compiendo un atto di delinquenza contro la proprietà privata e contro l'ambiente.

 

Sempre il WWF denuncia il bisogno di controlli più severi e la necessità di una valutazione dei costi ambientali dell'attività. Gli atri Paesi che si trovano lungo l'arco alpino non avrebbero mai proposto l'idea folle di produrre energia da risorse forestali, oltre che per preservare i boschi, anche perché il legno ha un basso contenuto energetico.

 

La spesa di una simile operazione prevede grossi investimenti non solo per il taglio e la realizzazione dell'opera, ma anche per le spese correlate, come la costruzione di duemila chilometri di strade forestali e la loro manutenzione. Sarà come al solito il cittadino a pagarne in prezzo più alto, sborsando per il kWh da biomasse il triplo del suo valore reale e pagando salata la distruzione criminale del patrimonio dei boschi. I cittadini si ritrovano quindi a pagare la propria autodistruzione, la devastazione dell'ambiente naturale. Con la scusa di produrre energia da biomasse ci si maschera da ambientalisti e si agisce da criminali. Tutto questo per un'enorme speculazione economica.

 

Chi si vuole opporre all'ennesimo gesto criminale dell'Amministrazione Pubblica scriva alla presidente della regione Mercedes Bresso: presidente@regione.piemonte.it

Ps: Scarica e diffondi il documento del WWF: "Il grande inganno energetico da biomasse forestali della Regione Piemonte".

(dal Blog di Beppe Grillo)