NATURISMO E SCALZISMO, QUESTI SCONOSCIUTI

di Andrea Grasselli

Introduzione Parlare di naturismo in una società dove sono prevalenti l’immagine e la competizione, significa ritornare per un attimo dentro di noi, alla ricerca di un equilibrio che può avere origine solo da una condizione di libertà e serenità. Il naturismo è caratterizzato dalla nudità sociale, vissuta preferibilmente nella natura, dove l’armonia tra corpo e mente esprimono profonde motivazioni che intendiamo illustrare in questo breve scritto.

 

 

Cenni storici

 

 Il naturismo esiste da quando esiste l’uomo. I primi esseri umani nascono, ovviamente, nudi; vivono in modo naturale questa condizione e si coprono solo per ragioni meteorologiche. La nudità era naturale in molte società (nelle antiche olimpiadi gli atleti gareggiavano nudi) e lo è tuttora in molti popoli dell’Africa, dell’America Latina e dell’Oceania dove ancora non è arrivata la “nostra civiltà”. Il naturismo organizzato risale al XIX secolo ed è nato in Germania e Francia come risposta agli effetti della crescente industrializzazione. In quegli anni nascono i primi studi legati al benessere della persona, si scoprono e approfondiscono i benefici dell’esposizione corporea agli elementi naturali (aria - acqua - terra - sole). La riscoperta e la pratica della nudità sono quindi vissute come opportunità per uno sviluppo armonico dell’essere umano nella natura. In quasi due secoli di vita, il naturismo organizzato ha attraversato fasi di sviluppo e di stasi, ed ha avuto diverse connotazioni e sfumature. Ha però sempre mantenuto al primo posto il valore della persona e l’importanza della nudità.

 

Il naturismo oggi

 

 La filosofia naturista vede nel progresso tecnologico e scientifico solo uno dei molteplici aspetti della vita e della società: ne propone quindi un approccio moderato, cosciente e critico. La caratterizzazione salutista del naturismo è valida oggi come ai suoi albori: la pratica della nudità all’aria aperta, l’attività fisica, un’alimentazione equilibrata (tendenzialmente vegetariana e biologica), un uso moderato dell'alcool e il non uso di tutte le sostanze che alterano l’equilibrio psico-fisico sono comportamenti che concorrono al proprio benessere e che il naturista tende a seguire.

 

Benefici della pratica naturista

 

 L’esposizione integrale del corpo agli elementi è prevista dalla natura: le parti più delicate sono maggiormente pigmentate per proteggerle dal sole. La rinuncia ad indumenti intimi è benefica anche a livello batteriologico. La nudità regala un senso di libertà, di benessere e d’armonia; essa equilibra l’immagine del corpo: conferisce dignità ad ogni sua parte non dividendolo in parti nobili e meno nobili evitando così di dare eccessiva importanza agl'organi genitali. Aiuta quindi ad accettare se stessi con serenità, condizione di base per accettare gli altri con serenità. La nudità è la condizione naturale dell’essere umano. I bambini, non condizionati da sovrastrutture mentali, sono contenti di stare nudi. Crescendo, rinunciano al proprio “stato naturale”, che procura loro un senso di piacevole benessere, per essere riconosciuti socialmente. La rinuncia crea però delle tensioni che sono all’origine di problemi d’accettazione di se stessi e degli altri, creando disagi che dovranno essere superati nel corso della vita. La pratica del naturismo può quindi avere effetti terapeutici. La capacità di presentarsi serenamente e sinceramente verso se stessi e gli altri favorisce i rapporti personali e sociali, ci aiuta a capire e a considerare in modo diverso tutto ciò che ruota intorno alla vita dell’essere umano. La nudità naturista è pudica: un pudore basato sul rispetto e che non dà spazio ad ostentazioni ed esibizionismo d’ogni tipo. La vista dei corpi nudi toglie la curiosità tipica del mondo tessile (che, infatti, tende a vestire scoprendo) e permette di considerare le persone per ciò che sono. La nudità pone le persone su un piano d’eguaglianza, senza differenze sociali che spesso si manifestano anche nel modo di vestirsi. La nudità sociale conferisce serenità alle relazioni e armonia tra noi e la natura. Non è solo un fattore fisico, certo il corpo ha bisogno d’essere libero da barriere ma la mente ancora di più. Le tensioni nascono dalle sovrastrutture e queste creano falsi problemi, false attese, inutili tensioni estetiche. La nudità è il contrario dell'estetica. La nudità è un fattore etico; è per quello che la nudità è costitutivamente adatta a tutti, a tutte le età, senza alcuna distinzione e insegna molto nella sfera del rispetto e dell'accettazione di se e degli altri.

 

Il Naturismo in Italia

 

 Gli italiani che praticano naturismo si stima che siano oltre 300.000; essi lo praticano principalmente all’estero, durante le vacanze estive e in Italia nelle spiagge e nei luoghi in cui abitualmente e storicamente è consentito. Esistono in Italia due spiagge autorizzate (Lido di Dante vicino a Ravenna e Capocotta vicino a Roma) e varie strutture Naturiste (club, villaggi e campeggi) il cui ingresso è riservato ai possessori di una tessera naturista internazionale. Dal punto di vista legislativo non esiste una vera e propria legge (una nuova proposta di legge è stata depositata in Parlamento il 28/07/2004 dall’On Grillini ed altri). Esistono invece vari pronunciamenti favorevoli da parte di vari giudici e in particolare esiste la sentenza della Corte di Cassazione del 2001 che, di fatto, legittima la pratica del naturismo nei luoghi in cui è consuetudine. Le Associazioni naturiste in Italia hanno oltre 5.000 iscritti, la maggior parte di queste sono federate alla Federazione Naturista Italiana (FENAIT) che a sua volta aderisce alla Federazione Naturista Internazionale (FNI) la quale raggruppa le Federazioni di 36 paesi nel mondo. L’Associazione Naturista Italiana (ANITA) nasce circa 40 anni fa ed è la seconda associazione per importanza e numero di soci; è particolarmente presente e attiva in Toscana, Liguria, Lombardia e Veneto pur avendo iscritti in tutta Italia e all’estero. Iscrivendosi all’ANITA si riceve la tessera naturista internazionale, che dà l’accesso a tutte le strutture naturiste nel mondo riconosciute dall’INF e la rivista trimestrale Info Naturista; naturalmente si può partecipare a tutte le iniziative promosse dall’ANITA e dalle altre Associazioni naturiste (raduni, gite, soggiorni, dibattiti, incontri invernali in piscina, ecc.). Iscriversi ad un’Associazione Naturista significa dare più forza al naturismo italiano, far valere i nostri diritti di cittadini e portare l’Italia al passo dell’Europa.

 

BENEFICI DEL CAMMINARE SCALZI

 

Il piede umano è stato inventato molto prima delle scarpe ed ha sempre funzionato perfettamente. Quindi utilizzare calzature non è naturale: tutti i tipi di calzature (quali più, quali meno) provocano danni ai piedi. Il loro uso dovrebbe essere, come quello dei vestiti, limitato allo stretto necessario. Il piede umano si adatta perfettamente a quasi tutti i tipi di terreno: bisogna quindi riabituarlo a muoversi senza calzature. Camminare scalzi è piacevole, dà un senso di libertà ed è molto salutare, sia per i bambini che per gli adulti: nei primi contribuisce al corretto sviluppo dei piedi, della colonna vertebrale e della postura, nei secondi al mantenimento di quanto acquisito da bambini, oppure al recupero di una corretta andatura dopo anni di vita calzata, oltre che a dare il buon esempio ai bambini.

 

Camminare scalzi è piacevole: ricordiamoci che il contatto diretto con il suolo è l’esperienza tattile più forte che possiamo vivere in ogni momento della giornata; è molto bello sentire l’erba soffice e umida, il caldo e il freddo di una strada soleggiata solo a tratti, la friabilità della terra e l’effetto di massaggio del fango tra le dita, come pure la durezza delle mattonelle e la morbidezza di un tappeto.

I piedi vogliono sentire la libertà come gli occhi lo sguardo libero. Il senso di libertà dei piedi nudi è bellissimo: ci si sente più leggeri, in contatto più diretto con la Terra sulla quale viviamo. Siamo quindi più coscienti del mondo nel quale ci muoviamo. L’esercizio di camminare scalzi è molto salutare per molteplici aspetti. Esso permette la sola andatura corretta: il piede è molto più mobile che con le scarpe; lo si appoggia cautamente, lo si fa rotolare, si smorzano tutti i colpi e si compensano le asperità del terreno. Si evita così di farlo cadere pesantemente, come si fa quando si è calzati, nell’illusione che le scarpe compensino i colpi. L’andatura morbida ha un effetto benefico sulla colonna vertebrale, che guadagna mobilità. Camminando su terreni irregolari si effettua un massaggio automatico che favorisce una buona circolazione del sangue. L’andare scalzi impedisce lo sviluppo dei funghi, che possono annidarsi solo nell’ambiente caldo e umido delle scarpe. L’irrobustimento attraverso moderati stimoli di freddo allena la produzione di calore corporeo e rinforza le difese. Il contatto diretto col terreno è benefico anche a livello energetico.

 

I nostri piedi possono diventare molto più robusti di quanto pensiamo: abituandoli gradualmente a stare scalzi, i pericoli si riducono quasi a nulla e sono molto inferiori ai danni provocati dalle scarpe; ci sorprendiamo di quante asperità del terreno possono superare. Per quanto riguarda la sporcizia, se si evitano i centri cittadini e si privilegiano i terreni naturali, i piedi non si sporcano molto e lo sporco non è tenace: una lavata con spazzola e sapone alla sera e sono di nuovo puliti. La ricerca del contatto diretto con la Terra è un segno di amore verso di lei. Viceversa, la suola delle scarpe ci separa da lei. Forse non è opportuno andare scalzi dappertutto: bisogna sapere riconoscere i pericoli. Però sovente si può andare scalzi anche fuori dai luoghi abituali; ovviamene a casa, ma non solo: specialmente chi vive in campagna e nei paesi ha la possibilità nella stagione calda di trascorrere scalzo la maggior parte del tempo libero senza incorrere in pericoli. Fuori dagli ambienti domestici dobbiamo investire un po’ di coraggio nella libertà del contatto sensibile con il suolo, ma riceveremo di ritorno molto benessere e fiducia in noi stessi.

 

Per ulteriori informazioni, specialmente per approfondire gli aspetti salutari, possiamo consigliarvi i due siti internet seguenti: Nati scalzi (diventato associazione nel 2006) e Camminare a piedi nudi. Notevole successo riscontrano in Germania i parchi con circuiti da percorrere scalzi, con tutti i tipi di terreni; informazioni nel sito Barfusspark. Vivere scalzi non dà lo stesso senso di libertà completa che deriva dal naturismo, ma ha il vantaggio di poter essere praticato quasi dappertutto nella vita quotidiana.

 

Lo scalzismo in Italia

 

 Non è possibile quantificare il numero di persone che vivono sempre o una parte dell'anno scalze in Italia. Una stima molto approssimativa indica 150 persone. Accettazione sociale: l'esperienza delle persone che vivono scalze mostra che si può andare scalzi praticamente dappertutto senza difficoltà. Seppure meno diffuso che in altri paesi europei, lo scalzismo in Italia è altrettanto accettato. I casi di intolleranza sono rari; le manifestazioni di simpatia sono occasionali.

 

SPERANZA

 

Speriamo che grazie all'esempio, alle testimonianze e al lavoro di divulgazione, il numero di persone che vogliono provare a vivere nude, scalze e in generale vicine ai loro bisogni fondamentali di libertà, piacere e salute aumenti nel tempo. Tutto questo nella ricerca del rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni.

 

Fonte: Consapevolmente.org