NUDISMO - I FIGLI DELLA TERRA E DEL SOLE

di Italo Bertolasi

Ognuno di noi si dimentica che sotto i vestiti é un "nudista" perfetto. E che quando fa il bagno, si sveste o fa all'amore non é altro che un "nudista part - time". Coprire la nudità, essere sempre ipervestiti, nascondere e disprezzare con vergogna il corpo é forse segno di civiltà ?L'eroica nudità dei greci antichi che mostrava la forza atletica, quella dei primitivi proibita dai nostri missionari e oggi la nudità dei naturisti, va contro le teorie della civilizzazione?

 

 

Perché l'uomo moderno, che nei secoli si é sempre di piu' vestito e corazzato, ha oggi bisogno di creare il naturismo? Un "ismo" in piu' che ci fa pensare a una nuova religione ma che invece sacralizza la nudità. L'uomo é una "scimmia nuda" e una stranezza biologica, che il buon Dio distratto ha dimenticato di ricoprire di pelo?

 

Certamente rispetto agli altri mammiferi - escluso quelli acquatici - il nostro corpo é super nudo e super sensitivo. Dove tutto é visibile: l'ombelico, i seni e i capezzoli che ci ricordano la nostra nascita, i genitali che mostrano senza pudore le nostre piu' intime nudità con gli organi secretori. La teoria classica dell'incivilimento dice che ci siamo rivestiti per nascondere quella parte animale, istintiva e ribelle che come un'ombra é riflessa da un corpo nudo. Oggi invece, alle soglie del terzo millennio, si è convinti che l'uomo frigido, violento e ipervestito di città sia il vero Killer che distrugge la natura e le altre creature della terra. Mentre l'uomo "nudo" che vive in armonia con l'ambiente é un "angelo" puro, fragile e pacifico. La nudità mostra la nostra origine a n i m a l e: l'anima selvaggia, libera, sensuale, estatica. Una parte di noi intelligentissima, anarchica e mai addomesticata che cresce come una pianta selvatica: "non concimata, non potata, forte, elastica per fiorire ad ogni primavera di una bellezza sconvolgente".

 

L'Homo Sapiens non é allora una misera "scimmia nuda" costretta a coprirsi per sopravvivere ma invece la piu' straodinaria opera d'arte della Creazione. Un vero angelo nudo al quale hanno oggi rapinato il suo Eden: le distese sconfinate della terra selvaggia. Con il sole, con " la pioggia, il tappeto d'erba sotto i piedi, il fogliame che accarezzava la pelle quando attraversava la foresta o la giungla, l'acqua del fiume e del mare che scivolava sul corpo e l'incessante comunione col vento". L'inquinamento, la distruzione delle risorse e delle ultime distese di wilderness sta distruggendo il nostro ecosistema. Distruzione della natura e negazione del corpo sono la stessa cosa: un pericolo per la vera civiltà. Sia in Oriente che in Occidente si tagliano foreste e si inquinano acque "madri" e i polmoni verdi della terra. Se sparisce la selvaggità della Terra sparirà anche la selvaticità dell'uomo. Gary Snyder, poeta ed ecologo californiano, nel suo libro: "Nel mondo selvaggio" dice che "abbiamo bisogno di una civiltà capace di convivere pienamente e creativamente con il mondo selvatico e con l'essere selvaggio". Per lui l' "uomo selvaggio", rieducato da antichi galatei di libertà e tenerezze, é anche l'uomo del terzo millennio. Un uomo "nudo" e un'eroe della pace: libero, spontaneo, espressivo, sensuale, apertamente sessuale, estatico.

 

Il movimento naturista e la "cultura del nudo" nascono in Europa 150 anni fa contro l'industrializzazione forsennata, lo sfruttamento schiavista e la distruzione delle risorse del pianeta. E' una nuova "cultura del corpo libero, del sole e della luna" con i suoi paladini: i nudisti. Allora si definirono "combattenti della luce", "figli della terra e del sole" e per evitare censure quella loro "divisa" - il corpo completamente nudo - fu chiamato "casto vestito di luce" e "abito di Dio". I nudisti sono stati i pionieri di un'ecologia umana e apolitica che ha proposto la nudità collettiva come pratica per migliorare la "salute fisica, psichica e morale". Tra i militanti vi erano medici ed educatori convinti delle benefiche proprietà spirituali, psicologiche e fisiche dello star nudi che hanno inventato bagni di cascata, di vento e di sole. C'erano scienziati come Benjamin Franklin e Louis Pasteur, ecologi e scrittori come Henry David Thoreau.

 

La filosofia naturista ci vuol educare a un "modo di vivere in armonia con la natura, caraterizzato dalla nudità in comune e con lo scopo di favorire il rispetto di sé stessi, degli altri e dell'ambiente". L'idea è quella del "benessere olistico" anima e corpo, che solo un contatto nudo e sensitivo, pelle a pelle, con la natura puo' procurarci. Il nudismo é una scuola di libertà: togliersi i vestiti significa mettere da parte le nostre maschere arroganti. Il nudista non si libera solo dei vestiti ma anche del bisogno di vestire un ruolo. Ci si libera così delle corazze emozionali che imprigionano la nostra personalità. Nella società ipervestita gli uomini si denudano solo la testa. La testa parlante e sempre sorridente, truccata da mimiche sapienti, é la nostra carta d'identità. Un'immagine pubblica ma insincera.

 

Nel micromondo naturista si mostra invece il corpo intero con i suoi genitali: una "zona proibita", nuda e sacra che é la porta della vita e dell'amore. La pratica della nudità ci rieduca a contatto piu' profondi, delicati e responsabili. Il corpo nudo dichiara senza trucchi la sua fragilità ma anche la sua straodinaria sensualità. L'armonia e la bellezza. Ogni corpo nudo mostra la sua diversità arricchita da una straodinaria varietà di forme, di odori, di emozioni. I naturisti ci insegnano che il corpo é nobile nella sua totale integrità e che nessuna parte é oscena. La vergogna per i propri organi sessuali non ha nulla a che fare col pudore, che é un sentimento naturale di delicatezza e riservatezza. Ma piuttosto é il segno di una educazione repressiva e di una infantile immaturità.

 

Guardarsi nudi é un vero piacere e una "scuola" che guarisce l'ansia e la violenza sessuale provocata invece dall'occultazione dei corpi. Dicono i naturisti: "Il divieto di vedere il corpo femminile deforma i sentimenti dell'uomo. Se fosse abituato a vedere le donne nella loro naturalità sarebbe piu' tranquillo, sereno, meno ansioso sessualmente e piu' incline a considerare le donne non solo come oggetti sessuali. Poiche' il naturista non é ossessionato dalla privazione visiva dei corpi umani il suo rapporto con le persone è piu' sincero perche' non condizionato dall'aspetto sessuale." E ancora: " la donna naturista vede l'uomo per quello che é. Sa che anche l'uomo ha le sue ansie e i suoi timori e che anche lui deve gestire la sua sessualità come meglio puo'. Attribuendo meno importanza al pene, la donna naturista infonde all'uomo maggior sicurezza". Contro le crociate antinudiste i naturisti si difendono: " Guardando certe religioni si direbbe che Dio voglia la vestizione degli uomini sulla terra pero' non é ammissibile che Dio sia vestito e che imponga l'occultamento del corpo che Lui stesso non si é vergognato di creare nudo. Tra i naturisti si trovano uomini di chiesa e fedeli praticanti".

 

Nei centri naturisti non si é per nulla esposti alle critiche estetiche sul proprio corpo. Ogni nudità é bella e vera, indipendentemente dall'età, dal sesso e dall'aspetto fisico della persona. Il naturismo ci spinge allora ad accettare il nostro corpo cosi come é: nella sua integrità ma anche in quel suo perenne mutare. Ogni età ha il suo splendore. E' bello il corpo di un bimbo, di un vecchio, quello di una donna qualsiasi o di una super modella. Vivendo per un po' in un campo nudista ci accorge che ogni corpo ci racconta con sincerità la sua avventura umana. Ci si accorge così che la "bellezza perfetta" sbandierata dai corpi irreali della pubblicità é una "bellezza di carta", falsa, frigida e razzista. I naturisti piu' anziani portano i loro anni con orgoglio e dignità insegnando ai piu' giovani che la bellezza esteriore non é l'unico tesoro. La pratica del nudismo in promiscuità é solo una parte della proposta naturista che include anche l'impegno ambientalista per salvaguardare la " nudità " della terra, l'igiene alimentare, la salute e un galateo di civiltà e rispetto nelle relazioni umane. Il nudismo si puo' praticare negli sport, nei trekking, nello sci, nel nuoto, nel free climbing, nello yoga e nella meditazione.

 

Il naturismo italiano nasce dall'entusiasmo di Lamberto Paoletti che aderi' alla "cultura del corpo" e al movimento naturista tedesco fin dal 1901. Sessantacinque anni piu' tardi nascono l'ANITA - l'Associazione dei Naturisti Italiani - e l'UNI - Unione Naturisti Italiani - a Torino guidata da Tom Operti.

 

Fonte: Enciclopedia Olistica