I GIARDINI DI MANHATTAN

di Michela Pasquali

Storie di guerrilla gardens. L'autrice accompagna il lettore in un singolare viaggio attraverso Loisaida, un piccolo quartiere di Manhattan dove sono nati i numerosi giardini nel quartiere che un tempo era nato per accogliere le grandi ondate di immigrati dell'800. Il libro ne racconta le origini, lo sviluppo, l’evoluzione nel corso di ormai più di trent’anni. Creati grazie all’iniziativa della comunità locale a partire dagli anni settanta,

sono uno dei casi più interessanti di un inedito e prezioso patrimonio di verde urbano nascosto. Un insieme di culture, lingue, religioni e abitudini, che si sovrappongono e spesso si ritrovano nei nomi scelti per ciascuno dei giardini: El Sol Brillante, Brisas del Caribe, Miracle Garden, Jardin de la Esperanza, Creative Little Garden.
 

«Il processo di creazione che ha dato vita a ciascuno di questi giardini non costituisce un’esperienza a sé e non è, in nessun caso, oggetto di mestiere; rientra invece tra le tante espressioni della quotidianità, come il modo di vestirsi, di parlare, di cucinare. Nei giardini, come nelle manifestazioni della vita di tutti i giorni, agisce infatti un medesimo tipo di rappresentazione, in cui un individuo si trova al centro di uno spazio, che costruisce e sviluppa come estensione della sua vita privata.
 

Ogni giardino diventa il luogo possibile nel quale dare corpo a interpretazioni personali, al gusto del caos, alla follia di assemblaggi dettati da affetti, tradizioni, culti e credenze. Esso tende a configurarsi come territorio-possedimento, dove i segni dell’appropriazione fisica e simbolica si identificano con la disposizione di piante e fiori, con la scelta e la collocazione di oggetti. Questi elementi si compongono in sistemi originali, connotando spazi addomesticati che rivelano la mano e la proprietà del giardiniere».