Distribuzione della ricchezza: iniqua o ancora più iniqua?

da Filippo Ottonieri *

Qualche settimana fa, ho visto un video che in realtà è stato realizzato poco più di un anno fa, e che illustra le disuguaglianze di ricchezza (non reddito, per chiarezza) negli USA. Dato che non è recentissimo, e che peraltro elabora dati provenienti da una ricerca ancora precedente (della Harvard Business School), potreste conoscerne già i contenuti, ma in caso contrario merita di essere visto.
 
Per chi non avesse tempo (ma non ne serve molto) o non capisse l’inglese, il succo è: agli americani è stato chiesto quale pensassero che sia la distribuzione della ricchezza in USA, e se la trovassero giusta o auspicassero una ripartizione diversa. I risultati sono stati in un certo senso sconcertanti: gli americani in genere auspicano una distribuzione della ricchezza piuttosto egualitaria, nella quale idealmente il 20% più ricco dovrebbe possedere circa il 32% della ricchezza totale, circa il triplo di quanto troverebbero giusto che possieda il 20% più povero della popolazione. Un rapporto 3:1 tra “ricchi” e “poveri”, insomma.
 
Poi, agli intervistati è stato chiesto quale pensassero che fosse la distribuzione reale della ricchezza. Gli intervistati sapevano bene che le disuguaglianze reali sono maggiori di quelle che loro stessi giudicavano ideali: in altre parole, che la distribuzione della ricchezza non è equa. Ma non avevano idea, evidentemente, di quanto fosse iniqua.
Nella figura qui sotto vedete a confronto, da sinistra a destra, la distribuzione “ideale” secondo gli intervistati, quella “stimata come reale” sempre secondo gli intervistati, e quella reale e vera. Mentre gli americani, in media, immaginano che il 20% più ricco della popolazione possieda circa il 59% delle ricchezze totali, la verità è che possiede circa l’84%. E, soprattutto, mentre gli americani immaginano che il 40% più povero della popolazione (fasce in giallo e rosso nella figura) possieda complessivamente poco meno del 10% della ricchezza totale, la verità è che ne possiede lo 0,3%. Guardate che non è un errore: lo 0,3%. Ecco perché nella colonna a destra le fasce gialla e rossa non si vedono…
 
Qual è la conclusione? Forse che per opporsi alle disuguaglianze bisogna prima sapere che esistono, e quanto sono grandi. Come sempre, insomma, la mia idea è che i numeri sono fondamentali: dire genericamente che nella nostra società i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri non è sufficiente: dobbiamo sapere a quanto ammontano le differenze reali. Se un cittadino pensa che il 40% della popolazione possieda 30 volte di più di quello che possiede in realtà, è in grado di giudicare correttamente la situazione politica del suo Paese?
 
E l’Italia, direte voi?    Bella domanda… secondo voi, qual è la distribuzione della ricchezza in Italia?
 
·         da mentecritica.net    9 gennaio 2014 PST