OGM: LA PAROLA ALLE REGIONI

Il 28 gennaio la Conferenza Stato Regioni avrebbe dovuto emanare le linee di indirizzo generali sulla coesistenza tra coltivazioni convenzionali o biologiche e coltivazioni ogm. Giovedì 21 gennaio il documento è stato ritirato su proposta dell'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Tiberio Rabboni.

 

Il presidente della Regione Toscana e il vicepresidente della Regione Marche replicano a La Stampa Il documento previsto all'esame, che rappresenta l'adempimento di un'indicazione dell'Unione europea, dovrà definire le modalità di coesistenza con gli ogm, un problema cioè difficilmente risolvibile nella pratica, soprattutto in un Paese come il nostro dove le superfici agricole sono estremamente parcellizzate e ridotte. Domenica 17 gennaio, la pubblicazione di un articolo del quotidiano la Stampa ha sollevato le polemiche di agricoltori, consumatori e ambientalisti.

 

Abbiamo chiesto a Paolo Petrini, vice Presidente e assessore all'Agricoltura della Regione Marche, Paolo Martini, Presidente Regione Toscana con delega all'Agricoltura e Tiberio Rabboni, assessore Agricoltura Emilia-Romagna, di commentare la notizia.

 

Paolo Petrini, vice Presidente e assessore all'Agricoltura della Regione Marche: La Regione Marche NON sdogana gli ogm ; la Regione Marche tutela i propri agricoltori . "A seguito vigenti disposizioni comunitarie e nazionali (art. 2 della L. 5/2005) per la salvaguardia del principio di coesistenza, la Conferenza Stato Regioni e Province Autonome dovrà approvare le "Linee guida per le normative regionali di coesistenza tra le colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate" .

 

Trattasi di un documento finalizzato alla tutela degli agricoltori che è stato redatto dalle Regioni , in questa fase la Regione Marche ha coordinato un gruppo di lavoro tecnico, e già condiviso tecnicamente con i Ministeri competenti. L'approvazione di questo documento, che dovrà poi essere notificato alla Unione Europea, è necessaria per scongiurare il rischio di ingresso di coltivazioni di ogm senza regole in Italia, nonché sanzioni europee . La Regione Marche è una Regione OGM-free (L.R. 5/2004) che controlla annualmente le sementi prima della semina e che ha vinto un ricorso alla Corte Costituzionale (sentenza n. 116/2006) per mantenere affermato il principio che in materia di coltivazione la competenza è di esclusiva competenza delle Regioni.

 

La Regione Marche nel giugno scorso ha ospitato ad Urbino la 7^ Conferenza della rete europea delle Regioni OGM-free (formata da 51 regioni europee) e parteciperà il 3 e 4 febbraio a Bruxelles alla 3^ Conferenza "Etichettatura non-ogm, produzioni di qualità e strategie agricole delle Regioni europee" . In sintesi la Regione Marche, nel rispetto delle leggi vigenti, vuole chiarezza e regole certe e chiede un adeguamento della normativa per consentire alle singole Regioni di governare la propria agricoltura nel rispetto del principio d precauzione".

 

Paolo Martini, Presidente della Regione Toscana: "L'articolo pubblicato domenica scorsa su La Stampa non presenta un quadro corretto di quanto sta maturando a livello legislativo dopo il vuoto in materia di Ogm, creatosi dopo che la Consulta ha annullato la normativa approvata su proposta dell'allora ministro Alemanno. Da mesi il coordinamento delle Regioni sta lavorando a una proposta di linee guida. Si tratta di consentire alle singole Regioni di legiferare entro un quadro comune, ma nel rispetto delle politiche agricole di ciascuno, per riempire il vuoto di legge aperto dalla decisione della Consulta.

 

Il punto di partenza è comunque la decisione della Unione Europea di ammettere la coesistenza della coltivazioni; chi non ottempera va incontro a una procedura d'infrazione. Per quanto riguarda la Toscana, resta sulle sue posizioni "storiche" contrarie all'introduzione di Ogm. Non ha affatto cambiato opinione, anzi siamo più che mai convinti che sarebbe un disastro per la biodiversità. Tenendo in conto le indicazioni normative europee, la Toscana elaborerà una legge rigorosamente vincolata a tutela del consumo e di tutti i coltivatori, partendo da un dato oggettivo: la ridotta superficie media della proprietà coltivata favorisce la possibile contaminazione.

 

Conoscendo il territorio toscano, credo sarà dunque difficile trovare aree idonee. In ogni caso, condivido la decisione assunta ieri dal coordinamento delle Regioni, che ha deciso un rinvio dell'esame delle linee guida per consentire alle singole amministrazioni una ulteriore pausa di riflessione sulla complessa materia". Tiberio Rabboni, assessore Agricoltura Emilia-Romagna ( da Ermes Agricoltura) "Come rappresentante di una Regione Ogm free ho chiesto che prima di procedere all'esame del documento di indirizzi venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori.

 

Solo dopo questo confronto le Regioni decideranno il da farsi in sintonia con l'opinione pubblica italiana. Quanto avvenuto oggi ( giovedì 21, ndr) è la migliore risposta alle insinuazioni di chi in questi giorni ha voluto pretestuosamente scorgere nella posizione della Regione Emilia-Romagna un atteggiamento di apertura verso la coltivazione di organismi geneticamente modificate in Italia. La realtà è esattamente l'opposto di quanto viene rappresentato, dal momento che nel 2004 è stato il Governo Berlusconi a legiferare sulla coesistenza e contro quella legge le Regioni hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale, vincendolo".

 

 

Fonte: Green Planet