LA FARSA DEL PONTE DI MESSINA

A Cannitello il Governo ha deciso di mantenere la falsa inaugurazione del ponte, fingendo di ignorare i tempi delle procedure autorizzative (che saranno ottimisticamente perfezionate nel febbraio-marzo 2010) e l’esistenza del contenzioso con la Regione Calabria.

Nella sostanza, per il WWF Italia, non vengono fatti gli interessi dei cittadini e dello Stato, ma di Impregilo.

 

L’11 dicembre scorso è stato avviato il procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità per il perfezionamento delle procedure di esproprio della variante ferroviaria di Cannitello. Da quella data, ricorda il WWF, scattano i 60 giorni per la consultazione degli elaborati e l’invio di osservazioni da parte dei cittadini. Termine dopo il quale la Stretto di Messina SpA perfezionerà l’iter, per un progetto definitivo di un’opera che, molto probabilmente, dovrà essere sottoposta anche alla verifica di ottemperanza per la VIA, visto che il progetto definitivo è cambiato nel tempo.

 

A proposito del contenzioso

 

Il 9 dicembre scorso la Regione Calabria ha impugnato di fronte al TAR del Lazio la Delibera CIPE 77/2009 sulla variante ferroviaria di Cannitello e, a seguito della stessa, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra Stato e Regione segnalando la sospetta incostituzionalità della decisione assunta dal CIPE il 31 luglio 2009, che rivede unilateralmente l’intesa raggiunta tra Stato e Regione, in contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di effettiva e leale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali.

 

A proposito di Impregilo

 

L’unica cosa certa della grottesca rappresentazione odierna, secondo il WWF Italia, è che i cittadini di Calabria e Sicilia saranno presi in giro e non ne ricaveranno alcun vantaggio, mentre l’aver avocato a Stretto di Messina (SDM) SpA, e quindi al General Contractor “Eurolink” capeggiato da Impregilo, la realizzazione della variante di Cannitello, affidata originariamente (com’era logico) a RFI SpA, quale opera funzionale al ponte, darà al GC, ancor prima dell’approvazione del progetto definitivo del ponte, una formidabile arma di ricatto nei confronti dello Stato.

 

Infatti, secondo il contratto tra SDM e il GC, dal momento in cui verrà aperto anche un solo cantiere in qualche modo collegato al ponte, il GC potrà chiedere, nel caso il ponte non venga realizzato, penali che vanno da un minimo di 390 milioni di euro (10% del valore di aggiudicazione di gara) ad un massimo di oltre 630 milioni di euro (10% del costo totale dell’investimento).

 

Mentre il sistema dei trasporti italiano va in tilt il WWF Italia censura la falsa partenza dei lavori della bretellina ferroviaria di Cannitello (1,1 km di linea per circa 26 mln di euro), spacciati come l’apertura dei cantieri del ponte (3,3, km di ponte sospeso, più 15 km di collegamenti stradali e 12 km di collegamenti ferroviari): Un’opera, quest’ultima, che il WWF Italia considera tecnicamente irrealizzabile, perché dovrebbe sorgere in una delle zone a più elevato rischio sismico del Mediterraneo e a più elevato rischio idrogeologico, fallimentare dal punto di vista economico-finanziario e inopportuna viste le altre emergenze del Sud (assetto del territorio, necessità di potenziamento delle ferrovie siciliane e adeguamento di quelle calabresi, chiusura dei lavori dell’A3 Salerno-Reggio Calabria e della SS 106 Ionica).

 

23 dicembre 2009

 

Fonte: Wwf