Nichi Vendola: "Con l'Udc né ora né dopo le elezioni”

di Daniela Preziosi *

 

All'assemblea nazionale di Sel è la prima volta che va in scena la votazione su documenti contrapposti, ma il governatore pugliese convince i suoi. Casini però avverte il Pd: «Su Monti Bersani parli chiaro»

 

Chi chiedeva a Nichi Vendola di «parlare chiaro» sulla possibilità di alleanza con l'Udc, dopo il voto s'intende - non prima ché questo lo esclude persino Bersani - ha avuto la sua risposta. Ieri all'assemblea nazionale di Sinistra ecologia libertà, movimentata come da pronostici, il candidato alle primarie ha scandito: «Diciamo con forza no a Mario Monti di qui all'eternità», «con Casini non si può fare una coalizione elettorale e non si può assolutamente governare insieme il paese». Perché, spiega Vendola, «il campo dei progressisti è più forte se si presenta con chiarezza e libero da ipoteche trasformistiche: senza Casini prendiamo più voti». E perché «riportare l'Italia a una condizione di modernità dei diritti, dare una cesura alle politiche dell'austerity, ricostruire l'Europa sociale, è il contrario del montismo».

 

Dopo una discussione accesa (persino il primo intervento, quello di Fabio Mussi, aveva toni non troppo convinti), alla fine solo in pochi votano l'ordine del giorno presentato da Fulvia Bandoli, Alfonso Gianni, Bia Sarasini e il fisico Giorgio Parisi. Un documento che chiede scelte più nette: «l'indisponibilità» alla coalizione con i centristi e una più decisa apertura a tutte le forze della sinistra, partiti e movimenti. Incassa soli otto voti: molti dei 'malpancisti' della 'base' infatti non fanno parte dell'assemblea, che equivale al comitato centrale della tradizione comunista.

E comunque è la prima volta che in Sel va in scena una votazione per documenti contrapposti…..

 

* da www.ilmanifesto.it  - 1 settembre 2012        

 

dalla Carta d’intenti firmata da Vendola ( ottobre 2012 ):

“ ……Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Per questo i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze, sulla base della loro ispirazione costituzionale ed europeista e di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni…..”