Uomini che odiano le donne







 

 

 ECOLETTERA 9 / 16 ottobre 2012 : editoriale

Nadia e una compagna della band Pussy Riot sono state definitivamente condannate a due anni di reclusione dalla Corte di Appello di Mosca. Nadia, la più giovane e la leader del gruppo, attacca duramente il presidente russo. «Amo la Russia, ma odio Putin», ha dichiarato al giornale tedesco Der Spiegel, in un'intervista rilasciata dal carcere attraverso il suo avvocato. La ragazza, 22 anni, ha poi invocato la rivoluzione e spiegato che «il sistema putiniano non appartiene al XXI secolo», ma ricorda più «le società primitive o i regimi dittatoriali del passato.

Condannandoci senza aver commesso alcun crimine, il sistema ha condannato se stesso», ha aggiunto. Insieme alle compagne della band punk femminista, Nadia è stata condannata da un tribunale di Mosca per «teppismo motivato da odio religioso» a causa di una performance armate di chitarra, in realtà contro Putin, nella cattedrale di Cristo Salvatore. Nadia ha ribadito di non avere rimpianti e raccontato di passare il tempo in prigione leggendo: «La mancanza di libertà di movimento - ha spiegato - non restringe la libertà di pensiero».

 

Malala è una ragazzina pakistana della regione dello Swat. I talebani l’hanno spiata, seguita e le hanno sparato alla testa e al collo perché a loro detta diffondeva tramite il suo blog idee laiche e occidentali. Questa ragazza di 14 anni , che sopravviverà gravemente menomata, così giovane denunciava il regime talebano; attraverso il suo blog chiedeva penne e istruzione, la possibilità di esistere e non semplicemente sopravvivere, cioè il diritto per le donne afgane ad andare a scuola.

 

Mihaela è una ragazza rumena di 22 anni brutalmente aggredita e data alle fiamme un mese fa a Roma. I giornali hanno titolato "Prostituta data alle fiamme", cancellandola come persona. E’ sopravvissuta, ma era finita sul marciapiede come altre migliaia di vittime nell'indifferenza della società e delle istituzioni. In Italia avviene da tempo sotto i nostri occhi, una gigantesca tratta delle schiave. Secondo l'ultima indagine della Commissione Affari sociali della Camera, le prostitute sarebbero in Italia dalle 50.000 alle 70.000. Almeno 25.000 sarebbero immigrate, 2.000 minorenni e più di 2.000 le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi.

 

L’anno scorso sono state uccise 137 donne in Italia, una ogni 3 giorni, l’anno prima di meno, l’anno prima ancora un po’ di meno, quindi un dato in costante aumento. La maggioranza delle donne vengono uccise al nord, non al sud, in maggioranza da persone non estranee alla famiglia. Nel 2012 sono già più di 100, almeno tre ogni settimana. Se la condizione delle donne è un indicatore biologico della condizione di democrazia e di giustizia sociale di un paese, siamo messi male in tutto il pianeta con poche eccezioni. Anche se è poco ne segnaliamo una: mentre noi abbiamo il governo con l’età media più alta di tutta Europa in Norvegia una giovane donna musulmana, Hadia Tajik, 29 anni, è stata nominata venerdì scorso Ministro della Cultura.