Benvenuta Tobin tax

 di Daniele Biella *

L'Italia sceglie, con altri dieci Stati Ue, l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie di cui si parla da 40 anni. "Un'ottima notizia, anche per la cooperazione internazionale", indica l'esperto Leonardo Becchetti Ben 40 anni dopo, la svolta: la Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie introdotta nel lontano 1972 dallo statunitense James Tobin (che nel 1981 vinse il premio Nobel per l'economia), approda in Italia. Attraverso l'Europa: è di oggi la decisione del governo Monti di aderire al cartello di undici nazioni europeee che introdurrà il nuovo strumento nei propri mercati. "Apprezziamo la decisione del presidente del Consiglio, che frena la speculazione e tutela i risparmiatori", afferma a stretto giro l'associazione di consumatori Adiconsum.

Ma quali saranno i benefici effettivi e immediati per la nostra economia e quella della Ue all'indomani dell'introduzione della Tobin tax (che prevede un aliquota dello 0,1% sulle transizioni legate a valori azionari e obbligazionari, e di 0,01 sui derivati)? Vita.it l'ha chiesto a Leonardo Becchetti, docente di economia politica presso l'università Tor Vergata di Roma e presidente del Comitato etico di Banca popolare etica.

 Una buona parte dell'Unione europea adotta la Tobin tax. E' realistico parlare di svolta epocale? Credo proprio di sì. Erano sufficienti 9 paesi come soglia minima per implementare la tassa e siamo arrivati ad 11. A questo punto la Tobin può partire nel perimetro ristretto di questi paesi anche se non in tutta l’Ue.

Cosa ha contribuito a questo cambio di passo?

Sicuramente la decisione con cui Germania e Francia hanno spinto per quest’iniziativa. Decisione che nasce dal fatto che si tratta di paesi dove il peso dell’economia reale e della finanza non speculativa è preponderante rispetto alle forze che nei paesi come Stati Uniti e Regno Unito bloccherebbero un’iniziativa del genere

Quali benefici immediati potrà portare l' introduzione della Tobin tax?

Un gettito significativo anche se inferiore a quello medio previsto di 57 miliardi che contava sull’applicazione in tutta l’UE. La parte raccolta in Italia potrebbe essere tra i 3-6 miliardi.

Le decine di miliardi di euro di gettito come verranno utilizzate? Potrà essere rilanciata la cooperazione internazionale?

Su questo ci sarà ancora da discutere. La Germania e la Francia sono riuscite a raggiungere l’obiettivo puntando sulla possibilità di utilizzare i proventi per finanziare il bilancio comunitario. La società civile unita nella campagna Zero zero cinque che ha contribuito egregiamente a realizzare il risultato finale vuole che una parte importante sia destinata alla cooperazione internazionale e alla lotta ai cambiamenti climatici. Usare almeno una parte della tassa per agevolare finanza e commercio solidale da noi potrebbe mettere d’accordo le due posizioni

Qual'è la tempistica per l’effettiva entrata in vigore?

Questo è difficile dirlo. Tecnicamente non ci dovrebbero essere problemi a partire subito. Anzi la Francia è già partita da sola il 1 Agosto, applicando la tassa solo al mercato azionario.

In che modo la Tobin tax riduce i rischi di attacchi speculativi?

La relazione non è così diretta perché l’effetto della tassa su liquidità e volatilità è incerto. Ciò che è assolutamente certo è che essa rende improfittevole il trading ad alta frequenza (o Hft, scambi commerciali guidati da algoritmi che solo nell'1% dei casi si trasformano in vere transizioni finanziarie, lasciando molto spazio per possibili speculazioni, ndr) che è altamente sospettato di essere fattore di destabilizzazione dei mercati e di stimolo alla creazione delle bolle speculative.

Tra i timori dell’italia prima dell’adesione c’era una presunta difficoltà nel collocare presso le banche i titoli di stato e la possibilità che esse si rifacciano poi sui consumatori. Sono ipotesi plausibili?

Sono timori a mio avviso infondati. Il rischio massimo paventato di 10-20 punti base vorrebbe dire 300-600 milioni di euro all’anno come maggiori oneri per il debito pubblico. A parte l’implausibilità delle ipotesi di fondo sarebbe molto meno dei tre-cinque miliardi che solo il nostro paese potrebbe raccogliere. Se come molti sospettano la bolla sui titoli pubblici è alimentata dal trading ad alta frequenza la tassa sulle transazioni potrebbe contribuire invece positivamente a riportare lo spread verso il suo valore fondamentale.

* da www.vita.it , 9 ottobre 2012