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Ungheria: Nuova costituzione, vecchi fantasmi

   Dio, patria e famiglia, i tre pilastri di una carta che rispolvera la cittadinanza etnica e crea i presupposti per una deriva autoritaria

di Alberto Tundo *

Il parlamento ungherese ha approvato con 262 voti favorevoli, 44 contrari e un'astensione la sua nuova carta costituzionale. L'atmosfera che si respira, però, non ha nulla della festa. Quello partorito è un testo sinistro che sembra riportare le lancette dell'orologio indietro nel tempo, di almeno 80 anni, all'epoca delle svolte autoritarie che segnarono il destino dell'Europa nel ventennio tra una Guerra mondiale e l'altra. Se l'Unione Europea, con il rispetto che si deve a un Paese membro, non si è ancora espressa, ha già parlato Amnesty International, che ha esternato la sua preoccupazione per una serie di norme controverse.

Referendum nucleari anche in Svizzera

 Berna, San Gallo, Zurigo e Basilea hanno già detto no
 
Mentre, se non ci saranno le elezioni anticipate, l'Italia si appresta a rivotare un referendum contro il nucleare con la spada di Damocle del raggiungimento del quorum sul risultato, in Svizzera, dove i referendum sono la norma e il quorum non esiste (decide chi vota, non chi sta a casa), si prepara il voto del 13 febbraio che deciderà se il Cantone di Berna vuole o no il nucleare.

Germania: La sfida dei Verdi , sono sempre più forti e puntano su Berlino

    Al Congresso Özdemir e la Roth rieletti leader.

     Nei sondaggi primi in alcuni Länder

 Nella galleria degli abbagli politici, questo di Helmut Schmidt ha un posto di rilievo: «I Verdi? – disse ai giornalisti nel 1980, quando era cancelliere e i Grünen avevano appena tenuto il congresso di fondazione -. Non sono un partito, sono solo idioti ambientalisti che presto saranno scomparsi». Trent’anni dopo, quello stesso partito sta tenendo, in questo fine settimana a Friburgo, un congresso dal quale guarda  dall’alto la politica tedesca.
I Verdi sono il fenomeno del momento, i sondaggi li danno stabilmente sopra al 20%, qualche volta più forti della stessa Spd di Schmidt, in certe regioni dell’Ovest primi, davanti anche ai cristiano-democratici di Angela Merkel. Un caso  unico che sta cambiando il panorama politico tedesco, introduce una novità non da poco per l’intera Europa e fa pensare che la Germania sia ormai un Paese verde.

Giappone: Kazumi Inamura primo sindaco verde

  Una donna è il primo sindaco verde eletto in Giappone (54%),  nella città di Amagasaki (460.000 abitanti)

Global Greens Statement  22 November 2010
 Kazumi Inamura receives 54% of the vote to become the First Green Mayor Elected in Japan
Greens candidate Ms. Kazumi Inamura was elected the City Mayor of Amagasaki on Sunday 21 November with an overwhelming 54.3% of the vote. This is the first time in Japan that a Green candidate has been elected to the position of Mayor and the Global Greens congratulate Kazumi Inamura and Gre
ens Japan on this landmark success.

Il Brasile cede l' Amazzonia alle compagnie del legno

da Salva le Foreste *

Il Brasile ha annunciato la messa all'asta ampi blocchi di foresta amazzonica, che saranno dati in gestione a imprese private e cooperative, allo scopo di ridurre il taglio illegale. Dopo anni di scontri legali e di opposizione politica, il governo riscopre le concessioni forestali e cederà ai privati le foreste nazionali.

Brasile: vittoria della Roussef..io non esulto... ecco perche'..

di Angelo Bonelli


Vince Dilma Roussef e la sinistra italiana solo per nostalgia di tutto ciò che si chiama sinistra esulta. Io personalmente non esulto e conoscendo la realtà brasiliana bene hanno fatto i Verdi brasiliani a non schierarsi. La sinistra italiana dimentica che il PT di Lula  ha sacrificato in nome del PIL  la foresta amazzonica. Sotto il governo del PT di Lula e  di Roussef si sono raggiunti i livelli più alti di deforestazione e violazione di diritti umani ai danni delle popolazioni indigene. Il governo Lula ha portato il nucleare  e avviato la costruzione di mega dighe  in Amazzonia che ha portato alla mobilitazione delle popoalzioni e i preti di base. Solo  la diga lungo il fiume  Xingu sarà realizzata con un decreto che condanna all'espulsione 100.000 persone lungo il fiume Xingu .

Troppo costosi, troppo rischiosi Bocciati negli USA i reattori nucleari

da www.blogeko.it 
Troppo costosi, troppo rischiosi nonostante gli incentivi dello Stato. Dagli Stati Uniti viene una sonora bocciatura ai reattori nucleari francesi Epr: quelli che l’Italia costruirà in quadruplice copia, stando alle intenzioni dell’attuale Governo.
Qui in Italia ci dicono e ci ripetono che le centrali nucleari Epr verranno costruite esclusivamente con capitali privati. Negli Usa neanche il denaro pubblico le ha rese appetibili.

Elezioni in Brasile: la novità è il 20% della verde Marina Silva

     di Massimo Marino

E’ ormai certo che sarà il secondo turno, il 31 Ottobre, a decretare il 36° Presidente della Repubblica Federale Democratica del Brasile che avrà un ruolo da protagonista sul palcoscenico internazionale con il Mondiale di Calcio 2014 e le Olimpiadi del 2016.

Contestualmente alle elezioni presidenziali del 3 ottobre si è votato anche per il rinnovo della Camera dei Deputati ( 513 seggi) e del Senato (54 degli 81 membri); si eleggono anche i governatori dei 26 stati brasiliani e del Distretto Federale (27 in totale).   A contendere la vittoria a Dilma Rousseff, ( Partido dos trabalhadores - PT) che non ha superato il 50%, ( ferma al 47%)  sarà il socialdemocratico José Serra, (PSDB) dalle radici calabresi (32%); non ci sono partiti formalmente di destra . Dilma Rousseff ha vinto in 18 dei 27 Stati del paese, José Serra in 8 e la verde  Marina Silva in uno, il Distretto Federale della capitale Brasilia.

I numeri della guerra

 

2 ottobre: giornata internazionale della Nonviolenza

 

 Con 40,6 miliardi di dollari in valori correnti l'Italia mantiene anche nel 2008 l'ottavo posto nel mondo per spese militari: lo si apprende dal Sipri Yearbook 2009, l'annuale rapporto reso noto ieri dall'autorevole Istituto di ricerche di Stoccolma.
L'incremento del budget militare nazionale è dell'1,8%, ma il costo sociale per ogni italiano è molto più alto perchè la spesa pro-capite del nostro paese è di 689 dollari, una delle maggiori al mondo, e per il quinto anno consecutivo supera di gran lunga quella Germania (568 dollari) e da diversi anni anche quella di altri paesi del G8 come Russia (413 dollari) e Giappone (361 dollari).
L'Italia ricopre il 2,8% della spesa militare mondiale che vede gli Stati Uniti stabilmente al primo posto con una spesa di 607 miliardi di dollari (il 41,5% del totale mondiale), seguita per la prima volta dal dopoguerra dalla Cina - i cui dati "stimati" riportano un incremento del 10% e si aggirano sugli 84,9 miliardi di dollari (il 5,8% del totale)

Quattro bastonate al nucleare


    di Massimo Marino

   Se fossero i manager di una azienda che risponde all’Amministratore delegato dei soldi spesi  e dei risultati ottenuti, i lobbisti del nucleare, potentissimi in alcuni paesi, in particolare in USA, Francia, Germania, verrebbero licenziati in tronco e neppure con la  liquidazione. Ma le multinazionali del nucleare vivono sui soldi dei contribuenti, non rispondono a nessuno e dispongono di un efficiente apparato di disinformazione.
Quattro  avvenimenti, tutti in qualche modo trapelati dalle maglie strette dell’informazione, mostrano un sistema tecnologico-industriale alla deriva, che sta seriamente barcollando.