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Convegno "Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve!"

 

A oltre due anni dalla vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 continua, in tutta Italia, la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell'acqua e della democrazia.

Jul 28 11:00

LARGHE INTESE CONTRO L'ACQUA PUBBLICA

*di Corrado Oddi

1. L'allarme lanciato venerdì dal manifesto sull'intenzione politica di far tornare l'acqua di Napoli in mano ai privati è più che giustificato. La proposta di legge della giunta Caldoro, nel ridisegnare i confini degli ambiti territoriali ottimali in cui è suddiviso il servizio idrico in Campania e quindi l'affidamento dello stesso, appare esattamente congegnata per provare ad affossare la prima esperienza di ripubblicizzazione definitivamente completata dopo i referendum di 2 anni fa, quella che si è costruita attorno alla nuova Azienda speciale Abc di Napoli.

Quello che però va rimarcato non è solo la gravità di questo disegno, ma che esso è ben lungi dall'essere un fatto isolato ed estemporaneo. In realtà, dopo il periodo che va dalla fine dell'anno scorso alla primavera di questo, in cui l'esempio di Napoli stava contagiando altre importanti realtà territoriali del Paese, da Reggio Emilia a Vicenza, da Palermo a Torino e altre ancora e si stava delineando un quadro che faceva balenare come possibile la ripubblicizzazione del servizio idrico nel Paese procedendo per progressive "conquiste" territoriali, da un po' di tempo in qua ( da quando è nato il governo Letta, potrebbe pensare qualche persona maliziosa come il sottoscritto) l'aria sembra improvvisamente cambiata.
 
C'è in corso un tentativo di isolamento del percorso di Reggio Emilia in quella regione, dove assistiamo ad una sempre più marcata titubanza del comune di Piacenza ad incamminarsi sulla strada della ripubblicizzazione, cosa che pareva assodata qualche mese fa e che ora, invece, sembra nuovamente propendere per la ricerca di un partner privato e dove il comune di Rimini, altra situazione dove la concessione è scaduta e dove la ripubblicizzazione è possibile, pare orientarsi per costituire una società mista con l'ingresso di un soggetto privato.
 
In Sicilia il governo Crocetta ha deciso di mettere da parte la proposta di legge di iniziativa popolare promossa a suo tempo dal Forum siciliano per l'acqua, sostenuto da più di 135 amministrazioni locali e da 35.000 siciliani, per approdare ad una soluzione "gattopardesca" che, nella sostanza, lascerebbe inalterato il quadro di gestione privatistica lì esistente. A Mantova da lungo tempo, ancora da prima del referendum, era iniziata e poi si era fermata la procedura di gara per la scelta di un socio privato nella gestione del servizio idrico e ora, invece, proprio in questi giorni, siamo in presenza di una fortissima accelerazione per giungere a quell'esito. Potrei continuare ancora in quest'elenco che inizia ad essere troppo lungo per essere considerato un fatto casuale. 
 
 
L'ultima citazione, però, se la merita la vicenda torinese: lì il Consiglio comunale, all'inizio di marzo, aveva approvato una delibera, non del tutto convincente, ma che comunque apriva la strada alla possibilità di trasformare il soggetto gestore Smat, SpA a totale capitale pubblico, in Azienda speciale. Qualche giorno fa la Provincia di Torino, con una delibera sostenuta da uno schieramento di larghe intese, sbarra la strada a quest'ipotesi, con una serie di motivazioni inconsistenti e addirittura tenendo a precisare nel testo della stessa delibera (sic!) che " l'approvazione delle presenti linee di indirizzo si pongono in naturale contraddizione con l'approvazione della proposta del Comitato Acqua Pubblica ( noi e il comitato torinese l'avevamo capito bene, ma forse bisognava spiegarlo a qualche consigliere provinciale !). Siamo in "trepida" attesa di conoscere l'intendimento del sindaco Fassino e del Consiglio comunale, con la curiosità di capire se esso confermerà la delibera approvata a suo tempo oppure se si piegherà al diktat dell'Amministrazione provinciale. 

Bologna: la fionda del «comitato 33» contro i giganti dai piedi di argilla

A Bologna aumenta la tensione sul referendum sui finanziamenti alle scuole private  il cui significato di fondo va al di là della dimensione locale.

 

Il referendum consultivo che sta facendo tremare i partiti, specie il gigante dai piedi d'argilla, il PD bolognese, è nato da una decina di volontari riuniti nel «comitato 33», nome ispirato all'articolo della Costituzione che riconosce ai privati il diritto di istituire scuole ma  «senza oneri per lo Stato».

Riqualificare il nostro patrimonio edilizio

Fillea Cgil e Legambiente presentano il primo rapporto dell’Osservatorio edilizio: Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio: 600 mila nuovi posti di lavoro puntando su riqualificazione energetica e messa in sicurezza. Oltre 2 milioni di abitazioni risultano vuote; 6 milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico. Il patrimonio edilizio esistente è costituito in massima parte da case costruite male, nelle quali fa freddo d’inverno e caldo d’estate malgrado la spesa energetica delle famiglie sia cresciuta del 52% in 10 anni.

Conclave ecologista e civico: 29-30 gennaio 2011

  Si è avviato il percorso che porterà, per la  prima volta in Italia, ad un incontro nazionale fra le tante  realtà ecologiste e civiche per discutere se esistono  le basi per l’avvio di un processo unitario e aperto verso un nuovo movimento politico nazionale inclusivo e partecipato; il Conclave non impegna nessuno se non ad esprimere le proprie idee e le proprie proposte e confrontarle con gli altri per dare un contributo attivo in questa direzione; a partire dall’ 1 gennaio ogni settimana aggiorneremo l’elenco dei gruppi e realtà organizzate sul piano nazionale o regionale che aderiscono.

AUTOCONVOCAZIONE INCONTRO 29-30 GENNAIO 2011
A tutti i movimenti e le reti interessate ad un progetto di aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale, partecipazione democratica.

Care Amiche e Cari Amici,

 

ANCHE NEL LAZIO NASCONO I NUOVI ECOLOGISTI

In data 8 novembre 2010 sono nati gli Ecologisti del Lazio per promuovere un movimento culturale, sociale, economico e politico - ma non partitico – per una trasformazione profonda della società, dell’economia e della cultura.

Costruire insieme una vita migliore è possibile ormai solo al di fuori e oltre le tradizionali visioni di destra e di sinistra attraverso una visione e una pratica ECOLOGISTA concreta e coerente.

Gli Ecologisti del Lazio invitano ad aderire e partecipare tutti i cittadini e le associazioni che vogliono cambiare il modo di vivere insieme su questo Pianeta

Per contatti: ecologisti.lazio@gmail.com

Piemonte: Nasce il Coordinamento dei Comitati Antinucleari del Piemonte

  Incontro positivo dei gruppi antinucleari piemontesi il   23 ottobre  a Fossano, il secondo incontro dopo quello di Vercelli del 9 ottobre

E’ ORA DI UNIRSI


Oltre due anni fa, abbandonavo il mio partito con una dichiarazione di indipendenza  e cominciavo a navigare in mare aperto. Da quel giorno si sono improvvisamente materializzate una quantità enorme di opportunità di incontro, confronto e conoscenza. La nostra esperienza, quella del Comune di Cassinetta di Lugagnano, ha iniziato a girare in rete, poi sui giornali e infine in TV (da Report  al TG1).
Negli ultimi 800 giorni della mia vita, ho avuto la fortuna di incontrare migliaia di persone e centinaia di realtà sparse in tutto il paese. Migliaia di esperienze, migliaia di zattere tutte alla ricerca di un’altra Italia e di un altro mondo possibili.

100 firme e un appello: “ Io cambio!” per la Costituente Ecologista

 Si avvia la lunga strada verso la costruzione di una casa comune di tutti gli ecologisti italiani

Con una conferenza stampa a Roma è stato presentato l’appello, che vede i Verdi come promotori iniziali e varie firme del mondo ambientalista, della cultura, della scienza, della comunicazione, di varie esperienze locali e civiche che si dichiarano disponibili a dare il loro contributo a questo processo. 

Una Scia di cemento sull’Italia

Il governo cambia le procedure per avviare i cantieri, con grave rischio di abusivismo

 di Anna Donati

Via la Dia, arriva la Scia. Non è un gioco di parole ma un’altra norma approvata nella manovra Tremonti1 a fine luglio che permette ai costruttori di avviare cantieri, senza autorizzazione, senza dichiarazione ma con una semplice Segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A) E solo dopo, nei sessanta giorni successivi le amministrazioni pubbliche potranno intervenire a fermare i cantieri, se riscontrano difformità con le norme, con l’antisismica, con i piani regolatori, con i regolamenti edilizi, quando ormai il danno è già costruito e lo scempio già in piedi.