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SBLOCCA INCENERITORI ? NO GRAZIE ! Disporre il trattamento dei rifiuti differenziati e indifferenziati all'interno della regione in cui vengono prodotti con impianti che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando materia

 

 

Per superare le procedure di infrazione, con le quali la Comunità Europea ha inteso sanzionare l'Italia in materia di Rifiuti, il Governo con il decreto "Sblocca Italiaall'art. 35, intende individuare e/o realizzare con proprio decreto entro 90 giorni dal 13/09/2014 "impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali " definendoli un sistema integrato e “moderno” di gestione dei rifiuti e addirittura infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente”.

In realtà le soluzioni delineate nel decreto Sblocca “Italia” sono obsolete econtrarie alla gerarchia stabilita dalla normativa italiana ed europea in materia di rifiutiper i seguenti motivi.

Il decreto Sblocca Italia non ha minimamente preso in considerazione il fatto che oggi, in Italia, disponiamo di tecnologie in grado di trattare ogni tipologia di rifiuti, compresi quelli indifferenziati. Tali impianti che consentono di chiudere il ciclo senza discariche e inceneritori, sono assemblati nella proposta denominata "Riciclo Totale" dell’esperta in nuove tecnologie Margherita Bologna, presentata nel 2012 agli Stati Generali della green economy ed inviata al Ministero dellAmbiente con la documentazione relativa.

www.change.org/p/no-a-nuovi-inceneritori-in-italia-no-alla-rete-nazionale-degli-inceneritori

CHI HA UCCISO ALEXANDER LANGER?

di Maurizio Di Gregorio

 

Alex Langer è stato un intellettuale ed un politico assai speciale nel panorama italiano.. Altoatesino di nascita visse in prima persona il contrasto etnico italiani/tedeschi in Alto Adige e si adoperò per un superamento di esso negli stessi anni in cui dirigeva la rivista Die Brucke (Il Ponte).

 

Appartendo alla generazione del ’68 fu in prima fila negli anni di esperienza di Lotta Continua e poi come eco-pacifista fu tra gli ispiratori e i fondatori del Verdi italiani a cui cercò di trasmettere l’insieme di idee, pratiche ed ideali dei Grunen e Alternativen tedeschi.

 

Leader riconosciuto ma non davvero seguito affrontò in prima persona l’orribile vicenda dei genocidi nella ex jugoslavia degli anni 90 dovendo, per rigore morale alla fine schierarsi, (lui ecopacifista integrale e genuino) a favore di un intervento armato che ponesse uno stop a quel bagno di sangue.

 

Il 3 luglio 1995 Alexander Langer si suicidò impiccandosi ad un albero di melo o di albicocco della sua casa nella campagna toscana.

Non potete fermare l’acqua

water-blue-sea-wavesIl 12 e 13 giugno 2011, dopo molti anni, i referendum hanno di nuovo raggiunto il quorum e sono tornati ad essere lo strumento di democrazia diretta che la Costituzione garantisce.

La maggioranza assoluta delle italiane e degli italiani si è espresso a favore della sua fuoriuscita dell’acqua e dei servizi pubblici locali da una logica di mercato e di profitto.

 

Il combinato disposto dei due quesiti referendari ha consegnato un quadro normativo che rende possibile la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato in Italia. Infatti, così come sancito nella sentenza della Corte costituzionale di ammissibilità del primo quesito (n. 26/2011) l’abrogazione del cosiddetto Decreto Ronchi rimanda direttamente alla disciplina comunitaria in ordine alla gestione dei servizi pubblici locali, la quale prevede anche la gestione tramite enti di diritto pubblico.

E’ innegabile come questa sia un’indicazione chiara che segnala quale sia la direzione da percorrere nel futuro in tema di garanzie sociali, diritti collettivi e gestione dei beni comuni.

Ad oggi, trascorso due anni dalla vittoria referendaria, il governo attuale così come il precedente non hanno compiuto nessun passo in tale direzione, bensì diversi sono stati i provvedimenti, approvati o proposti, che muovono in direzione opposta. Solo l’intervento della Corte Costituzionale, con la sentenza 199/2012 del 20 luglio scorso, ha ripristinato la volontà espressa dai cittadini sul primo quesito referendario, quello che ha abrogato l’obbligo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, dichiarando illegittimo l’aricolo 4 del «Decreto di Ferragosto» avanzato dal governo Berlusconi e confermato dal governo Monti.

La tariffa truffa

 

Sulla conversione ecologica

        di Guido Viale *

 

La conversione ecologica, nella sua duplice dimensione, soggettiva (o se vogliamo, culturale e morale) e oggettiva (cioè relativa al che cosa, come, per chi e dove produrre) è elemento di immediata connessione tra il tema del lavoro, in tutte le sue manifestazioni – dal supersfruttamento alla disoccupazione, dal problema delle tutele giuridiche, contrattuali ed economiche al lavoro di cura non retribuito – e l’obiettivo generale della giustizia ambientale e sociale.

La conversione ecologica impone, accanto a un impegno personale e collettivo verso l’equità, l’efficienza e la sobrietà nell’uso delle risorse, una trasformazione radicale di alcuni settori portanti dell’attuale assetto produttivo: il passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, la chiusura del ciclo nella gestione delle risorse (rifiuti zero), un’agricoltura biologica, multifunzionale e di prossimità, una gestione del territorio attenta agli assetti idrogeologici e avversa al consumo di suolo, una mobilità fondata sulla condivisione dei mezzi e sull’integrazione tra trasporto di massa e trasporto flessibile, un sistema educativo aperto a tutti, permanente e fondato sull’integrazione tra studio e lavoro.

Il ruolo delle armi nel (dis)ordine internazionale

 di Leopoldo Nascia *


Dall’esplosione della bolla dei titoli subprime, lo scenario economico globale è cambiato con differenze significative nelle diverse regioni del mondo. I paesi avanzati del Nord (Stati Uniti, Europa e Giappone) centro delle crisi che si sono susseguite dal 2008 hanno mostrato la vulnerabilità del loro sistema economico che dopo un decennio di crescita ininterrotta, si è incamminato nel tunnel delle crisi.

Un nuovo documento del Gruppo delle Cinque Terre

Dopo più di due anni dall’appello

“Un'altra Italia è possibile”

esce un nuovo documento del Gruppo delle Cinque Terre.

E’ il prodotto di una lunga riflessione ed esprime le nostre idee e proposte per  un' Italia e un' Europa il cui assetto in due anni è profondamente cambiato.

PER LA CONVERSIONE ECOLOGICA, LA DEMOCRAZIA AUTENTICA, IL RECUPERO DELLA COMUNITA’

1 Siamo in Europa, questo è il campo

2 La crisi e gli anelli deboli

3 Cosa è l’ anomalia italiana?

4 Le ragioni del Gruppo delle Cinque Terre

5 Il Montismo

6 Dalla frammentazione alla riaggregazione

7 I presupposti della Conversione ecologica

8 Le chiavi per la Conversione Ecologica

9 Un nuovo ecologismo

segue: 60 letture per capirsi meglio

GRUPPO DELLE CINQUE TERRE                        novembre 2012

per riceverne una copia scrivi a : info@gruppocinqueterre.it 

FIRENZE 10+10: Sei punti per una possibile alternativa europea

Nuova tassazione, riforma Bce, Tobin tax, transizione ecologica, cancellazione del fiscal compact. Sono i punti individuati dalla Rete europea degli economisti progressisti, lanciata nel meeting di Firenze

Al Forum Firenze 10+10 è stata lanciata la Rete europea degli economisti progressisti (European Progessive Economists Network) in un meeting promosso da Euromemorandum, Economistes Atterrés francesi, Sbilanciamoci! dall'Italia, Another Road for Europe, cui hanno partecipato gruppi di economisti, associazioni e think tank tra i quali Econosphères dal Belgio, Econonuestra dalla Spagna, il Transnational Institute, Critical Political Economy Network, Transform! e molti altri. Ecco il documento elaborato dalla Rete:

Il Nuovo che avanza e la Fine del Tempo

Il voto siciliano ha espresso un sommovimento tale da essere un buon auspicio per la possibilità che i prossimi sei mesi segnino un reale cambiamento di rotta nel nostro paese, anche se la strada è ben più lunga e restano una incognita sia la dimensione dell’astensionismo che i probabili colpi di mano che saranno tentati con la modifica del sistema elettorale per fermare il nuovo. L’Italia chiede di cambiare, ognuno dia il suo contributo.
 
 Fin dalla nascita nel 2009, il Gruppo delle Cinque Terre ha indicato nella conversione ecologica, nel ridimensionamento del sistema dei partiti e delle logiche di casta, e nella rivitalizzazione della partecipazione dei cittadini con nuovi strumenti di democrazia diretta, le chiavi indispensabili per superare l’anomalia italiana e avviare un percorso di cambiamento.

LETTERA APERTA AL "SOGNO"

di Maurizio Di Gregorio
 
Lettera aperta ai promotori dell’appello
“ Abbiamo un Sogno”
 
Quando venne pubblicato a settembre l’appello chiamato “Abbiamo un sogno”  vi ho aderito  subito e poi in seguito, su richiesta di Michele Dotti sono diventato,  insieme ad altri, uno dei sette soci fondatori, inel  direttivo della relativa associazione, che non si è mai riunito in 4 mesi.
 
Leggendo l’appello (http://www.gruppocinqueterre.it/node/672), mi ero ritrovato insieme a qualche altro migliaio di sottoscrittori nel progetto di “un nuovo soggetto politico estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche”, un nuovo soggetto che “raccogliendo i settori più attivi della società civile si organizzasse per il cambiamento politico creando una alternativa credibile seria e affidabile”. Un movimento del buonsenso, queste le parole testuali dell’appello, dal compito più grande di ogni altro partito politico esistente. Mi aveva negativamente colpito anche la durezza della stroncatura di Maurizio Pallante che parlava di un incubo.(http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/10/il-sogno-di-dotti-assomiglia-a-un-incubo/59184/)