no al nucleare

La Svizzera chiuderà le centrali nucleari entro il 2034

Manifestanti svizzeri contro il nucleare


  Il Consiglio federale ha votato la chiusura definitiva delle centrali entro il 2034, secondo il seguente piano:
La centrale nucleare di Beznau I verrà quindi disattivata nel 2019, Beznau II e Mühleberg nel 2022, Gösgen nel 2029 e Leibstadt nel 2034.
La strategia di approvvigionamento si basa sopratutto sul risparmio energetico; potenziamento dell’idroelettrico e delle rinnovabili; importazione di energia elettrica; ricerca e ampliamento delle reti di trasporto.

Francia: gli ecologisti chiedono un referendum sul nucleare

“Se c‘è da imparare una lezione da Fukushima, è che non è più possibile delegare (a qualcuno) decisioni che coinvolgono a tal punto la salute e la sicurezza di tutti, senza un confronto nazionale che sia il più ampio e il più aperto possibile”. Intellettuali ed ecologisti francesi chiedono una consultazione popolare sul destino delle centrali nucleari e sulla costruzione di nuovi impianti sul territorio nazionale.

Referendum sul nucleare in Sardegna

   Referendum regionale sul nucleare in Sardegna: si vota domenica 15 e lunedì  16  maggio, ( insieme alle elezioni in 97 comuni, fra cui anche i capoluoghi di provincia Cagliari, Olbia e Iglesias ),  perchè è stato fissato prima di quello italiano.

Centrali nucleari: l’UE chiede gli “stress test” per i reattori in Europa

    Il Consiglio Europeo di Bruxelles  ha deciso:“E’ necessario rivedere la sicurezza delle centrali nucleari europee, per  prevenire eventuali situazioni drammatiche come quella accaduta in Giappone”.

Questa è , in sintesi, la dichiarazione conclusiva dopo il vertice svoltosi a Bruxelles, con la partecipazione di  tutti i 27 leader del continente.

Il declino del nucleare

   di Antonio Cianciullo *

La Germania ha deciso di rinunciare, per ora temporaneamente, a buona parte della sua produzione elettrica nucleare: secondo le anticipazioni pubblicate oggi sui quotidiani, tra due mesi solo 4 dei 17 reattori tedeschi saranno in funzione, mentre gli altri saranno fermi per controlli di vario tipo. Se a questa decisione sommiamo la moratoria sulla costruzione di nuove centrali e il check up attento degli impianti più vecchi scattati nei principali paesi, otteniamo un quadro molto netto della situazione.

Fukushima: anatomia di un disastro


di Giovanni Spataro *                           

La sequenza di eventi che ha portato il Giappone sull'orlo del disastro nucleare non è ancora definibile con certezza in ogni dettaglio. Le notizie in arrivo dal paese asiatico sono frammentarie, tuttavia è possibile ricostruire per grandi linee come si è arrivati a questo punto, e cioè: il reattore numero due dell'impianto di Fukushima Daiichi che potrebbe aver sperimentato una fusione parziale del nocciolo, come dichiarato dalla stessa compagnia che gestisce l'impianto, e altri due, rispettivamente il reattore uno e il reattore tre, su cui è stato necessario intervenire per diminuire la pressione al loro interno, liberando fatalmente vapore radioattivo.

 

Nucleare, i dubbi dell'Europa

  da Berna a Berlino stop alle centrali

di Andrea Tarquini *

Domani a Bruxelles vertice della Commissione con i responsabili del settore dei paesi Ue. La Merkel congela il prolungamento del funzionamento degli impianti. La Svizzera blocca le domande di autorizzazioni per nuove centrali. Ripensamenti e polemiche ambientaliste in Polonia e Francia

Referendum nucleari anche in Svizzera

 Berna, San Gallo, Zurigo e Basilea hanno già detto no
 
Mentre, se non ci saranno le elezioni anticipate, l'Italia si appresta a rivotare un referendum contro il nucleare con la spada di Damocle del raggiungimento del quorum sul risultato, in Svizzera, dove i referendum sono la norma e il quorum non esiste (decide chi vota, non chi sta a casa), si prepara il voto del 13 febbraio che deciderà se il Cantone di Berna vuole o no il nucleare.

Spagna, un 2010 da leader delle energie pulite

La Spagna esporta energia pulita alla Francia grazie alle rinnovabili


 Mentre l'Italia va incontro a ingenti investimenti economici per potenziare il settore del gas e quello del nucleare, la Spagna raggiunge un importante traguardo sul fronte delle energie pulite. Nel 2010 nella penisola iberica le fonti rinnovabili sono arrivate infatti a soddisfare il 35% del fabbisogno energetico del Paese. Come riportato dalGuardian, ad influenzare positivamente la produzione energetica 'verde'sarebbero state le forti perturbazioni meteorologiche che hanno caratterizzato l'anno appena conclusosi.

Industriali divisi sull’atomo

  Vicepresidente di Confindustria promuove l’appello “Invece del nucleare”
Sorpresa: gli industriali sono divisi sull’atomo.

Un vicepresidente di Confindustria è il primo firmatario dell’appello al Governo “Invece del nucleare” sottoscritto da (finora) 740 fra imprenditori, manager e professionisti.
Dicono in sostanza che la scelta nucleare avvantaggerebbe solo poche imprese, mentre molte ne risulterebbero penalizzate.
Dunque il fervente zelo atomico di Confindustria non è poi così unanime, anche se sta svolgendosi una massiccia campagna pubblicitaria finanziata da grandi gruppi industriali a favore dell’energia nucleare.