altra economia

Fronte dei porci

      di Guido Viale *

E l'ambiente? È scomparso dai radar, soffocato dalla paura dello spread, della crisi, del default. Non solo in Italia ma in tutta Europa; e in tutto il mondo. Non solo a livello locale, ma anche a quello globale.

Tra il 28 novembre e il 10 dicembre si terrà a Durban (Sudafrica) la Cop 17, l'ultima conferenza sul rinnovo degli accordi di Kyoto per il contenimento delle emissioni che sono all'origine dei cambiamenti climatici. Scienziati di tutto il mondo, riuniti nell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) insistono nel mettere in guardia i governi che il tempo per evitare una catastrofe irreversibile che cambierà i connotati del pianeta Terra e le condizioni di sopravvivenza della specie umana sta per scadere; e che misure drastiche devono essere adottate per realizzare subito un cambio di rotta. Ma a Durban, come a Cancun (2010) o a Copenhagen (2009) non succederà niente.

Europa, la crisi dalle molte teste

   di Mary Kaldor *

Le crisi multiple di oggi riflettono il divario tra i cambiamenti economici e sociali e gli assetti istituzionali e politici che sono fermi a un’epoca passata. Le proteste sociali hanno bisogno di una risposta istituzionale: è possibile un’Europa di pace, verde, democratica e cosmopolitica, al posto di una burocrazia neoliberista?

Agosto non è stato esattamente un mese di vacanza. Giorno dopo giorno ci piovevano addosso le notizie di crisi multiple - la caduta di Gheddafi, le violenze in Siria, la crisi del debito pubblico in Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda, l'impasse al Congresso negli Usa e il declassamento del debito americano dalla tripla A, l'uragano Irene, e poi la campagna contro la corruzione in India e le rivolte in Inghilterra. Non si faceva in tempo a star dietro alla quantità di eventi straordinari che spuntavano dappertutto.

No logo dieci anni dopo

  di Naomi Klein *

La cultura delle multinazionali non governa solo i centri commerciali. Detta legge a Washington e alla Casa Bianca. E ha creato un presidente-marchio che produce gadget e false speranze. Il cambiamento deve venire dal basso

 

 Nel maggio del 2009 la vodka Absolut ha lanciato una nuova serie limitata: no label, senza etichetta.

Green economy ricetta anticrisi

Presentato il 21 febbraio a Nairobi in Kenya, il nuovo Rapporto sulla Green Economy del Programma ONU per l’Ambiente (UNEP), affronta in oltre 600 pagine il tema dell’”economia verde”, individuandone le potenzialità di sviluppo economico a livello planetario. Con investimenti precisi è possibile garantrire occupazione, minori emissioni di CO2 e contrastare la povertà.
L’ordine degli investimenti del settore privato è del due per cento del PIL mondiale sino al 2050, da destinare, o meglio riconvertire in dieci settori chiave: agricoltura; edilizia; energia; pesca; foreste; industria; turismo; trasporti; gestione di acqua e rifiuti, la stesa cifra che oggi interessa i sussidi destinati allo sfruttamento di  carburanti fossili, alla pesca e all’agricoltura non sostenibili, con tutti i danni ambientali, sociali e geo-politici, che la cronaca ogni giorno racconta sempre più.

QUALE LAVORO PER QUALE ECONOMIA?

Quale lavoro per quale economia? e quale economia per quale società? Che tipo di mondo vogliamo contribuire a determinare. La questione della contesa Fiom e Fiat (come sono simili questi marchi!) che occupa da giorni e giorni tg e giornali è ben discussa, quale dibattito si sta creando intorno a questo tema? Veniamo sollecitati da diversi lettori a intervenire e intanto lo facciamo invitando tutti a partecipare. Iniziamo con il pubblicare una lettera aperta inviataci ieri da Alberto Campedelli, sindacalista ed aderente al movimento politico Alternativa e indirizzata a GIulietto Chiesa ed altri e segnaliamo sotto alla lettere riportata un intervento importante di Guido Viale già pubblicato nei giorni scorsi:

La Grande Fame

dal blog di Beppe Grillo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Principali Paesi esportatori (verdi) e importatori (rossi) di cereali per milioni di tonnellate 2009/2010

Cos'hanno in comune la rivolta in corso in Algeria, gli incendi estivi in Russia e le inondazioni in Australia? La risposta è l'aumento del prezzo dei cereali che ha raggiunto il suo picco all'inizio del 2011. Il prezzo è aumentato del 32% da giugno a dicembre 2010 e continua a salire. Le ultime rivolte per il cibo, i vecchi "assalti ai forni", avvennero nel 2008 in molti Paesi, tra cui l'Egitto, la Somalia e il Cameroun in occasione del precedente picco. Rispetto ad allora la situazione è cambiata in peggio.

La conversione ecologica

  una nota per introdurre la discussione sulla conversione ecologica al seminario del 22-23 gennaio promosso da Uniti contro la crisi a Marghera

 

    di Guido Viale

PREMESSA
Queste note non sono un manifesto ideologico, né un programma politico, né un progetto industriale. Sono la proposta personale di un percorso per dare concretezza al concetto di conversione ecologica sulla base di alcuni esempi di manuale e di uno schema operativo.

Il concetto di conversione ecologica, introdotto anni fa da Alex Langer, rimanda sia alla dimensione personale e soggettiva (quella dello stile di vita, dei modelli di consumo, dell’impegno personale) delle trasformazioni proposte, sia alla loro dimensione oggettiva e sociale (quella dei nuovi prodotti, dei nuovi rapporti di mercato, della nuova organizzazione del lavoro).

L’ecologia cosa dice sul PIL e sui bilanci?

      di Laura Cima

Il movimento mondiale delle donne riunito a Pechino nel 1995, quindici anni fa, chiese per primo a tutti gli Stati di riconsiderare nel Pil gli indicatori relativi al lavoro domestico e di cura che le donne in tutto il mondo, e naturalmente anche in Italia soprattutto al Sud continuano a svolgere gratuitamente come mamme, figlie, sorelle e nonne permettendo ai governi di non stanziare fondi per i servizi ai bambini e agli anziani come è nuovamente avvenuto in questa finanziaria, o legge di stabilità.
Nessun governo ad oggi ha trovato una soluzione.

L'ALLEANZA CON IL SOLE

di Fiorello Cortiana

Pensare di prendere il sole, più precisamente, pensare di catturarlo può rimandare al desiderio di bel tempo e abbronzature in questa prolungata piovosa primavera: in realtà mai come oggi riguarda questioni molto concrete. Il Solar Energy Report del Politecnico di Milano ha riscontrato che la potenza degli impianti di energia fotovoltaica in megawatt istallati nel 2009 ha superato i 1040. Più che raddoppiata in un anno e per fine 2010 si prevede di arrivare a 2.500.Una tendenza che non riguarda solo l'Italia: a fine 2010 nel mondo è prevista l'istallazione di 35.000 megawatt, quasi raddoppiata rispetto ai 21.400 del 2009. Siamo sulla soglia di un passaggio epocale e ciò che fino a qualche anno fa poteva sembrare una ipotesi romantica è diventato un fattore tecnologico ed economico dalle straordinarie implicazioni ambientali e sociali.