economia

CLONAZIONE DA TIFFANY

di Naomi Klein

Le multinazionali del marchio possono anche parlare la lingua della diversità, ma il risultato tangibile delle loro azioni è un esercito di teenager clonati che — usando le parole degli esperti di marketing — marciano "in uniforme" per i corridoi del centro commerciale globale. Malgrado l'abbraccio di un immaginario di tipo multietnico, la globalizzazione indotta dai mercati non vuole affatto la diversità, anzi il contrario.

 

UNA PANORAMICA SUL MICROCREDITO

Il microcredito è ritenuto nella letteratura strumento di riduzione della disoccupazione, di sostegno al self-employment e di stimolo alla nascita di microimprese (Murdoch 1999, Murdoch e Shreiner 2001, Armendáriz de Aghion e Morduch 2004). Questa posizione è condivisa dall’Unione Europea che ritiene che la micro finanza possa giocare un ruolo centrale nella realizzazione della strategia di Lisbona, che coniuga l’obiettivo dell’occupazione con l’inclusione sociale nel contesto generale della “flexicurity” (European Coomission 2007 p.3).

GULF: NUOVA MONETA PER IL PETROLIO

di Roberto Patalano

Nell’ultima riunione del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), il 17 dicembre scorso, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar (che controllano circa il 45% delle riserve mondiali di petrolio e il 25% di quelle di gas), a cui si è aggiunto l’arcipelago del Bahrein, hanno deciso di avviare la prima fase[1] per la costituzione di una unione monetaria che dovrebbe portare in breve tempo all’emissione di una nuova moneta, il Gulf,

 

GUIDA AL CONSUMO CRITICO

di Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Andiamo al mercato per necessità o piacere quasi tutti i giorni. Dal 1985 il Centro Nuovo Modello di Sviluppo lavora per mostrare che in realtà vendere e comprare non sono atti banali e innocui quanto può sembrare. Hanno un fortissimo impatto, non solo economico. Dietro a questo semplice gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria, di natura sociale, politica ed ambientale. Chi sono i gruppi italiani ed esteri che forniscono le nostre botteghe? Cosa fanno? Chi rappresentano? Quali le loro priorità? Hanno responsabilità nei confronti dell'ambiente? Quali rapporti hanno con i paesi poveri? Con il mondo delle armi? Con i paradisi fiscali?

CAPITALISMO NATURALE

di P. Hawken, A.B. Lovins, L.H. Lovins

Capitalismo naturale, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, è immediatamente diventato un bestseller, acclamato in tutto il mondo per aver dato inizio alla cosiddetta rivoluzione “nat cap”, la prossima rivoluzione industriale. Il capitalismo naturale è alquanto differente dal capitalismo tradizionale che ha sempre trascurato il valore monetario delle risorse naturali e dei servizi forniti dagli ecosistemi, senza i quali non sarebbe possibile alcuna attività economica oltre che la vita stessa.

LA FELICITA' SOSTENIBILE

di Maurizio Pallante

 Beppe Grillo ha scritto: «Pallante ha il gusto della provocazione, ma anche il pallino della concretezza. Non si limita a criticare, propone anche». La felicità - di una persona o di una comunità - può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo - la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil - e stabilire un nuovo modello di sviluppo. 

TORNARE AL PIL CONTRO LA DECRESCITA INFELICE

di Nicola Sciclone, dirigente Irpet

FIRENZE. I soldi non fanno la felicità. Si potrebbe obiettare: figuriamoci la miseria. Tuttavia la questione è meno frivola di quello che potrebbe sembrare. Il recente ed autorevole rapporto della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi (http://www.stiglitz-sen-fitoussi.fr/en/index.htm) ha il merito di sottolineare come la geografia del benessere sia diversa da quella del Pil.

OLTRE IL PIL

di Andrea Garnero

Il più contestato tra indicatori economici spesso messi in discussione è senz'altro il Pil. Per il quale da tempo gli economisti cercano un'alternativa. Proprio per questo in Francia si è messa all'opera una commissione presieduta da due premi Nobel. Con risultati però deludenti per chi si aspettava un nuovo indicatore sintetico che sostituisse completamente il prodotto interno lordo.

SLOW MONEY

di Woody Tash

Per investire sul futuro della Terra. Un'imperdibile saggio di economia consapevole che spiega come impostare una nuova economia e una nuova cultura, basate sulla tutela e sul recupero piuttosto che sullo sfruttamento e sul consumo senza fine. Affinché il denaro sia messo al servizio dell'uomo e della natura. Una visione nuova: lavorare oggi pensando alle generazioni di domani. Il capitalismo globale ha agito a lungo come se la natura fosse una risorsa infinita: il risultato sono stati una serie di disastri