internazionali

Elezioni: la Spagna fà una giravolta e si ritrova per terra

  

     di Massimo Marino *

E’ desolante leggere i pochi commenti sui risultati delle elezioni politiche spagnole seguite al tracollo del governo socialista di Zapatero, con il tonfo del suo partito, il PSOE , il non-trionfo dei conservatori del PP  e lo spappolamento in mille direzioni degli elettori in un paese da mesi al centro dei commentatori per la pesante crisi sociale e per l’azione dei giovani indignados che hanno tenuto le tende per settimane  nelle principali piazze del paese.

 

I socialisti di Rubacalba hanno perso quasi un terzo dei voti del 2008 (4,5 milioni di voti) riducendosi a poco meno di 7 milioni (il punto più basso di sempre) ma i conservatori del PP  di Mariano Raioy, che con il 44,6% (+3%)  hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ne hanno guadagnati meno di 500 mila ( 32 seggi in più alla Camera).

Persepolis, un cartone spacca la Tunisia

Dopo la rivoluzione del 14 Gennaio il dibattito interno e' diventato "vero". E la societa' si confronta per quello che é. Ed ecco che il famoso modello tunisino di un paese diverso si scopre con problematiche comuni agli altri.

 

di Fabio Merone *

Dopo 10 giorni di campagna elettorale blanda e senza apparente posta in gioco, gli animi si surriscaldano improvvisamente, ed ancora una volta é la religione, o cio’ che di essa vi é di simbolico-affettivo, a scatenare il putiferio. Venerdi sera il canale privato “Nessma TV” manda in onda il film franco-iraniano “Persepolis” nel quadro di un dibattito sul rischio di derive estremiste nel processo di transizione democratica.

Danimarca: I socialdemocratici perdono le elezioni… ma il centro-sinistra vince

  di Massimo Marino

Singolare risultato delle elezioni del 15 settembre in Danimarca dove si sono svolte le elezioni parlamentari che hanno decretato la vittoria del centrosinistra con 89 seggi a fronte degli 86 della coalizione di centrodestra.

Le elezioni hanno visto fronteggiarsi due schieramenti:

La coalizione di centro-sinistra, formata da 4 partiti: Socialdemocratici, Partito Popolare Socialista, Sinistra Radicale, questi ultimi più moderati dei Socialdemocratici e l’ Alleanza Rosso-Verde.

La coalizione di centro-destra costituita da 5 partiti: Partito Liberale Danese (primo partito del paese), Partito Popolare Danese ( di estrema destra) , Alleanza Liberale, Partito Popolare Conservatore, Cristiani Democratici.

Europa, la crisi dalle molte teste

   di Mary Kaldor *

Le crisi multiple di oggi riflettono il divario tra i cambiamenti economici e sociali e gli assetti istituzionali e politici che sono fermi a un’epoca passata. Le proteste sociali hanno bisogno di una risposta istituzionale: è possibile un’Europa di pace, verde, democratica e cosmopolitica, al posto di una burocrazia neoliberista?

Agosto non è stato esattamente un mese di vacanza. Giorno dopo giorno ci piovevano addosso le notizie di crisi multiple - la caduta di Gheddafi, le violenze in Siria, la crisi del debito pubblico in Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda, l'impasse al Congresso negli Usa e il declassamento del debito americano dalla tripla A, l'uragano Irene, e poi la campagna contro la corruzione in India e le rivolte in Inghilterra. Non si faceva in tempo a star dietro alla quantità di eventi straordinari che spuntavano dappertutto.

La Germania si prepara al test elettorale di Berlino

               di  Massimo Marino

Nelle elezioni in Meclemburgo la CDU  subisce la sesta sconfitta dell’anno e perde anche il suo alleato liberale. Grünen e SPD continuano a vincere. Il 18 settembre si vota a Berlino.

Quella delle elezioni regionali nel Mecleburgo-Pomeriania per il partito cristiano-democratico è la sesta sconfitta consecutiva dell'anno, dopo quelle subite nelle regionali di Amburgo, Sassonia-Anhalt, Baden-Wuerttemberg, Renania-Palatinato e Brema. Scende dal 28,8 al 23,1% in 5 anni mentre i socialdemocratici salgono di quasi 6 punti al 35,7%. Risultato aggravato dalla scomparsa degli alleati di governo liberali che crollano dal 6,8 al 2,8% e quindi non entrano nel parlamentino regionale.

La fine dell’impero americano


    di Craig Murray *

L’auspicio pronunciato oggi dalla Cina di una nuova moneta di riserva mondiale per sostituire il dollaro dà voce all’inizio della fine dell’Impero Americano. La Cina detiene la maggior quota di titoli in dollari nel mondo, e questo ovviamente costituisce un forte incentivo per mantenere intatta l’egemonia del dollaro. Il fatto che la Cina ora valuti la situazione di rischio del commercio mondiale dovuta all’indebitamento degli Stati Uniti, vista la sempre maggiore perdita potenziale del valore delle sue riserve in dollari, è il punto di svolta che segna l’inevitabile inizio della fine di questo impero.

No logo dieci anni dopo

  di Naomi Klein *

La cultura delle multinazionali non governa solo i centri commerciali. Detta legge a Washington e alla Casa Bianca. E ha creato un presidente-marchio che produce gadget e false speranze. Il cambiamento deve venire dal basso

 

 Nel maggio del 2009 la vodka Absolut ha lanciato una nuova serie limitata: no label, senza etichetta.

Tanto tuonò che piovve

    di Guido Viale *

sulla situazione finanziaria internazionale e i suoi rimedi

Messa a confronto con la potenza della finanza internazionale, la situazione dell’Italia si rivela ormai ben poco differente da quella della Grecia. Non importa che i cosiddetti “fondamentali” dell’economia siano differenti; o che lo siano i rispettivi tessuti industriali (o quel che ne resta: venerdì scorso la Fiat si è sbarazzata di un altro impianto: Irisbus, l’unica sua fabbrica italiana di autobus). La finanza internazionale ha ormai la forza e gli strumenti, se lo volesse, per mettere alle corde persino la Germania. E’ da mesi che gli economisti lo sanno (o lo temono). Ma non lo dicono; per scaramanzia.

Germania – Brema: la Merkel crolla, i Verdi al 23%

   Per la prima volta nella città- stato al voto anche i giovani dai 16 anni in su. Prima la Spd, secondi i Grünen, gli ecologisti tedeschi, la CDU diventa terzo partito.
La SPD del governatore Jens Boehrnsen, resta il  primo partito con il 38% confermando l’egemonia nella città-Stato che conserva da 66 anni , dall'instaurazione della democrazia dopo il '45. I Verdi volano dal 16,5% del 2007 al 22,5% e diventano quindi la seconda forza politica locale, sorpassando la CDU della Merkel che precipita al 20%. 

Germania: No alle grandi opere anche a Stoccarda

            I Grünen governano il Baden-Württemberg