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Clima: leggi fisiche e difficoltà politiche

 di Luca Mercalli

Cancun 5:  Invece che di crescita, dobbiamo cominciare a parlare dell’economia in «stato stazionario»

Alla fine Cancún ha portato a casa un accordo definito «equilibrato». Tutti concordi sul fatto che contro il riscaldamento globale si debba agire, che si debbano stanziare fondi per i Paesi in via di sviluppo per la diffusione di energie rinnovabili e per la salvaguardia delle foreste. Ma la domanda è: i tempi della diplomazia sono compatibili con quelli della termodinamica?

Il sistema climatico, soggetto a implacabili leggi fisiche, è del tutto indifferente alle nostre difficoltà politiche ed economiche, e i segnali che giungono dall’ambiente sono giustamente inquietanti. La banchisa polare artica si sta riducendo al di là dei modelli più pessimisti elaborati negli scorsi anni e si ritiene che il ghiaccio marino estivo sarà pressoché scomparso verso il 2030. La concentrazione di CO2 in atmosfera è oggi di 390 parti per milione. Mentre il valore ritenuto sicuro per evitare cambiamenti climatici inediti per la specie umana è di 350 parti per milione.
In questo contesto, anche con accordi più severi, si rischia comunque un aumento termico dell’ordine di tre gradi entro fine secolo, il che non sarà una passeggiata per la civiltà. Quindi, che fare?

EXXON FINANZIA NEGAZIONISTI DEL CLIMATE CHANGE

L'Indipendent on Sunday sostiene che la ExxonMobil sia "finanziatore" di una campagna volta a screditare, di fronte all'opinione pubblica, la convinzione che l'inquinamento umano sia la causa del riscaldamento globale.

LE PREVISIONI SUL PROSSIMO COP16

I buoni impegni di riduzione delle emissioni sono rimasti dove li abbiamo lasciati circa sei settimane fa: a Copenaghen. Sperando che quello che il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha definito “un essenziale primo passo” verso un accordo più giuridicamente vincolante

GREENPEACE: FALLITI GLI ACCORDI DI COPENHAGEN

Per Greenpeace non ci sono dubbi: «E' fallito l'obiettivo dell'accordo di Copenhagen. Entro il 31 gennaio i vari Paesi partecipanti avrebbero dovuto comunicare i propri impegni di riduzione dei gas serra, è chiaro che di questo passo non sarà possibile impedire che l'aumento della temperatura media mondiale non superi i 2 gradi centigradi.

 

LA CIA SORVEGLIA IL CLIMA

Gli scienziati della CIA, le cosiddette spie governative statunitensi, stanno lavorando sulla possibilità di utilizzare i beni dell'Intellingence Federale, compresi i satelliti spia e gli altri sensori, per monitorare il cambiamento climatico ambientale.  Come spiega anche il New York Times, il programma riporta in vita un gruppo scientifico del Governo Federale, il MEDE (Measurements of Earth Data for Environmental Analysis) dedicato alla sorveglianza ambientale

COME NUTRIRE IL MONDO QUANDO FARA' PIU' CALDO

di Edward Goldsmith

Va detto innanzitutto che il cambiamento climatico è in assoluto il problema più preoccupante che l'umanità abbia mai dovuto affrontare. Il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC), nella sua ultima relazione dichiara che in questo secolo si potrebbe verificare un aumento della temperatura media del pianeta fino a 5,8 gradi.

COPENHAGEN ACCORDO MANCATO

Un accordo 'Prendere o lasciare'. E' quello che i Paesi più potenti al mondo hanno presentato al summit di Copenhagen. Condanniamo fermamente questa arroganza! I leader hanno tradito le future generazioni. Ora rimediare sarà molto più difficile. Alcuni sostengono che “l’accordo di Copenhagen” sia un passo avanti. Non è così. Di fatto non è stato adottato formalmente dalla Conferenza delle Parti (COP), e non contiene misure severe per riduzioni delle emissioni nei Paesi industrializzati.