Finte censure all`italiana, ministri che negano, neofascisti offesi, giochi di politica internazionale. Un regista maledetto che salta in aria ad Amman durante un pranzo di nozze, in un attentato di Al Qaeda. Accuse di vilipendio delle forze armate, difese su disguidi burocratici. Migranti sbarcati a Lampedusa che diventano merce di scambio per i danni denunciati da una pellicola hollywodiana finanziata coi soldi del petrolio. Non è un film assurdo e appassionante. E` solo parte di ciò che ha seguito l`ultimo ciak del film Il leone del deserto.