trasporti

Un appello nazionale a Monti per un ripensamento sulla TAV

 Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino–Lione gennaio 2012

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Prof. Mario Monti , Palazzo Chigi - ROMA

 

Oggetto: Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6,

sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali. Onorevole Presidente, ci rivolgiamo a Lei e al Governo da Lei presieduto, nella convinzione di trovare un ascolto attento e privo di pregiudizi a quanto intendiamo esporLe sulla base della nostra esperienza e competenza professionale ed accademica.

La Mobilità Insostenibile e la Conversione Ecologica della Mobilità

di Massimo Marino (Gruppo delle Cinque Terre)


Il tema della mobilità e del trasporto delle persone, i costi sulle famiglie delle scelte che si fanno, le conseguenze ambientali sul territorio e in generale sul pianeta, vivono nel nostro paese una stagione poco felice: mentre il problema diviene sempre più rilevante, quasi drammatico, il tema scivola nell’indifferenza, appena accompagnata da un dibattito scarno, confuso, addirittura deviante rispetto alla dimensione del tema che, per quanto ci riguarda, assume importanza crescente per chi vuole ragionare sui capisaldi principali di una “conversione ecologica” dell’economia, degli stili di vita, dell’assetto futuro del paese.

La Bici sul tram - Sindaco Pisapia: possiamo attaccarci al tram?

Un appello a chi sta dimostrando di voler far piazza pulita ai vertici delle municipalizzate: oltre a nuove teste, magari anche nuove strategie, dentro le teste, aiutano

        di Fabrizio Bottini *

..Prendiamo una piccola, piccolissima cosa, che poi non è affatto piccolissima a guardarla bene, ovvero la faccenda delle biciclette.
La giunta comunale milanese uscente e (per fortuna) uscita, durante la campagna elettorale aveva puntato anche su una propria strategia (se vogliamo chiamarla così) sulla mobilità ciclabile.

TAV: Lettera di alcune donne non Valsusine al Presidente della Repubblica

  Signor Presidente,

siamo cittadine che hanno partecipato il 3 luglio alla manifestazione NOTAV in Valsusa, evento di cui è stato oscurato l'aspetto più significativo: la rapida mobilitazione di decine di migliaia di persone di ogni età e posizione sociale, provenienti da tutta Italia, che hanno scelto di dedicare una domenica estiva alla partecipazione civile. Per giunta si sono caratterizzati i manifestanti non Valsusini come gruppi eversivi.
Presso i non Valsusini il movimento NOTAV si è guadagnato rispetto e ammirazione per la paziente fermezza usata per oltre 20 anni contro l'arrogante sordità della politica, che si avvale della manipolazione dei canali informativi anche per screditare i cittadini impegnati.

150 motivi per dire NO alla TAV

Per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia
Pro Natura Piemonte *

1) Una grande opera o è fortemente utile o è fortemente dannosa, perché richiede investimenti che vengono sottratti ad altri capitoli di spesa e perché ha un forte impatto sul territorio che la ospita. La questione fondamentale del progetto della nuova linea ferroviaria Lione-Torino, che è anche la più costosa opera pubblica mai progettata in Italia, è la sua inutilità, perché le ipotesi di traffico su cui si basa sono state smentite dalla realtà dei fatti, che mostrano una inarrestabile caduta dei movimenti di merci e di passeggeri sulla sua direttrice.
2) Al traforo del Frejus, il traffico merci della ferrovia esistente è sceso nel 2009 a 2,4 milioni di tonnellate (MT). Si tratta di poco più di un decimo del traffico di 20 MT che erano previsti all’orizzonte del 2010, dalla dichiarazione di Modane dei ministri dei trasporti italiano e francese. La diminuzione è stata largamente indipendente dai lavori di ampliamento del tunnel esistente, perché era cominciata due anni prima dei cantieri, aperti nel 2002, ed è proseguita in modo costante.
E’ incredibile che, con dati che si rivelano quasi un decimo di quelli previsti, l’intero arco politico ignori il fatto, non si ponga alcun problema della verifica delle previsioni e continui a premere sull’acceleratore di un progetto che ha perso ogni ragion d’essere.
3) L’insieme del traffico merci dei due tunnel autostradali del Frejus e del Monte Bianco è sceso nel 2009 a 18 MT, come nel 1988, cioè 22 anni fa.

I feudatari del casello

di Anna Donati

 Nonostante la crisi Autostrade per l'Italia continua a produrre utili, grazie all'aumento delle tariffe e ai sistemi telematici di pagamento. Ma che non mantiene le promesse sugli investimenti fatte al momento della privatizzazione. Radiografia di un gruppo privato molto vicino al potere politico
Un agile libretto scaricabile dal sito di Autostrade per l’Italia, espone il punto di vista della società sui risultati e di numeri a dieci anni dalla privatizzazione(i), da cui è bene partire per analizzare i dati odierni strettamente legati alla sua storia recente.

L'alternativa a Marchionne

di Guido Viale
 
Non c'è alternativa. Questa sentenza apodittica di Margaret Thatcher per la quale è stato creato anche un acronimo (Tina: there is no alternative) è la silloge del cosiddetto «pensiero unico» che nel corso dell'ultimo trentennio ha accompagnato le dottrine più o meno «scientifiche» da cui sono state orientate, o con cui sono state giustificate, le scelte di volta in volta dettate dai detentori del potere economico: prima liberismo (a parole, con grande dispendio di diagrammi e formule matematiche, ma senza mai rinunciare agli aiuti di stato e alle pratiche monopolistiche); poi dirigismo e capitalismo di stato (per salvare banche, assicurazione e giganti dell'industria dai piedi d'argilla dal precipizio della crisi); per passare ora a un vero e proprio saccheggio, usando come fossero bancomat salari, pensioni, servizi sociali e «beni comuni», per saldare i debiti degli Stati messi in crisi dalle banche appena salvate.

Aci: aumentano le auto, ma diminuiscono nelle grandi città

 

  Secondo i dati dell’ACI, nel 2009 sono  diminuite le  autovetture circolanti  negli 8 comuni italiani più grandi,  in leggera crescita solo a Firenze e Napoli. Le auto in circolazione a livello nazionale sono invece in aumento.

Secondo i dati dell’Annuario statistico ACI, si nota una diminuzione del parco autovetture nei grandi centri urbani: nel 1985, infatti, il numero delle autovetture circolanti negli 8 comuni più grandi rappresentava il 18% del totale, nel 2009 tale percentuale è scesa al 13,5%. Solo due i comuni in leggera crescita sul 2008: Firenze e Napoli.

CAR SHARING: MOBILITA' DEL FUTURO

Lo stato attuale del Car Sharing, il risparmio dei veicoli condivisi e il nuovo ruolo delle auto elettriche. Una piccola panoramica su una pratica in continua evoluzione che si impone nella società con grande successo, verso un boom sicuro previsto per i prossimi anni.

 

PORTI VERDI IN ITALIA

Dopo i primi successi in numerosi porti europei anche l'itlia non sarà da meno e comincerà ad attrezzarsi per trasformare i porti in attracchi ecologici. Il primo sarà il Porto di Civitavecchia, subito a seguire Venezia e La Spezia. navi e banchine saranno elettrificate con elettricità prodotta con fonti rinnovabili a partire da eolico e solare.