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Il decreto sulle liberalizzazioni allarma il settore delle rinnovabili

Fotovoltaico e geotermia chiedono interventi sulle nuove norme che mettono a serio rischio gli incentivi.


Preoccupazione per il futuro degli investimenti Il settore delle energie rinnovabili è in allarme per alcune norme contenute nel decreto sulle liberalizzazioni. In particolare le aziende che operano nel fotovoltaico e nella geotermia hanno espresso le maggiori preoccupazioni per il futuro degli investimenti.

Clini e le rinnovabili sotto attacco

  di Mario Agostinelli  *


Quanto al governo Monti stiano a cuore le banche l’abbiamo capito dall’inizio. Quanto, al contrario, punti sulla rivalutazione dei beni comuni e dell’energia pulita è assai meno scontato.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito al tentativo di vanificare la pubblicizzazione dell’acqua, di liberalizzare le perforazioni del suolo e dei fondali marini, iniziative stoppate dalla reazione dell’opinione pubblica e dei movimenti.

Fotovoltaico, record italiano

    di Valerio Gualerzi

"Primi al mondo entro l'anno". Dal GSE la conferma ufficiale dell'eccezionale boom. A fine 2011 la potenza installata sarà di 12 GW, con una produzione di elettricità superiore a quella di una centrale nucleare.

 

Con circa 12 GW, l'Italia si avvia a diventare entro la fine di quest'anno il Paese con il più alto tasso di potenza fotovoltaica installata nel mondo.

Sui referendum, fuori dai denti

   di Gennaro Carotenuto *

   La breve campagna referendaria sta rivelandosi particolarmente triste. Soprattutto sul merito del nucleare il cittadino che volesse farsi un’opinione senza pregiudizi, che è poi l’essenza dell’istituto referendario, si scontra più che con argomenti con una sorta di teledolore che non merita. L’ottimo Mario Lusi ha impeccabilmente commentato la trasmissione di Anno Zero di giovedì sera. Questa, come spesso accade, è riuscita a sintetizzare l’interfaccia che la classe dirigente di destra e di sinistra offre ai cittadini, ovvero un popolo bue al quale ammannire umori e sensazioni (mai fatti o analisi) per spostare il branco dentro o fuori della stalla secondo la convenienza del momento.

Un Conto Energia anche per il solare termico ?

Anche per il solare termico ( cioè per la sola produzione di acqua calda ) potrebbe  essere varato un sistema di incentivi che  sostituirebbe  il discusso sistema della detrazione Irpef del 55% per le rinnovabili termiche.
L’Assolterm ( l’associazione italiana del solare termico ) ha rivolto  al governo suggerimenti  sull’impostazione degli incentivi in particolare con l’introduzione di un regime differenziato degli incentivi  a seconda della potenza degli impianti ed una loro durata di almeno 10 anni, con la  possibilità di cumulare con altre incentivazioni relative alle rinnovabili. Probabilmente il decreto sul settore sarà reso pubblico in settembre.

2050, futuro rinnovabile!

   di Andrea Bertaglio

“Entro il 2050 potremmo avere tutta l’energia di cui abbiamo bisogno da fonti rinnovabili”. Ad affermarlo è l’ultimo rapporto di Wwf International . Che, consapevole dell’esaurimento progressivo delle fonti fossili di energia, mostra possibilità concrete di emanciparsi dalle stesse entro la metà di questo secolo. Lo studio, eseguito in collaborazione con le organizzazioni olandesi Ecofys e Oma (Office for Metropolitan Architecture), prende in considerazione solo le tecnologie già esistenti, e quelle previste sul mercato nei prossimi anni.

Biomasse: 80 scienziati scrivono al Congresso USA

Ottanta scienziati hanno scritto ai rappresentanti della Camera e del Senato statunitensi, Nancy Pelosi e Harry Reid, per chiedere maggiore cautela nel computo delle emissioni risparmiate utilizzando le biomasse. L'abbattimento di foreste per produrre energia, spiegano gli scienziati, ha l'effetto di rilasciare in atmosfera carbonio che altrimenti sarebbe sequestrato, in modo non molto diverso da quello che si ha con l'estrazione e la combustione di combustibili fossili.

Rinnovabili, le stime riviste verso l’alto

di Gianni Silvestrini *

Il rapporto EU Energy Trends to 2030 rilasciato dalla Commissione lo scorso agosto contiene elementi molto interessanti. Si tratta di analisi macroeconomiche effettuate con il modello Primes che esplorano le possibili tendenze dell'offerta e della domanda di energia nella vecchia Europa.

Quattro bastonate al nucleare


    di Massimo Marino

   Se fossero i manager di una azienda che risponde all’Amministratore delegato dei soldi spesi  e dei risultati ottenuti, i lobbisti del nucleare, potentissimi in alcuni paesi, in particolare in USA, Francia, Germania, verrebbero licenziati in tronco e neppure con la  liquidazione. Ma le multinazionali del nucleare vivono sui soldi dei contribuenti, non rispondono a nessuno e dispongono di un efficiente apparato di disinformazione.
Quattro  avvenimenti, tutti in qualche modo trapelati dalle maglie strette dell’informazione, mostrano un sistema tecnologico-industriale alla deriva, che sta seriamente barcollando.

La Consulta boccia il decreto sulle centrali nucleari

La notizia è sensazionale ma  non ne abbiamo sentito parlare dai TG nazionali, né l’abbiamo letta
sulle prime pagine dei quotidiani e per la verità poco ne hanno parlato anche i vari “comitati
nazionali” antinucleari… ma la Corte Costituzionale ha bocciato il primo atto importante del