La Legge elettorale porcellum va abrogata subito con il referendum Passigli e Sartori

    di  Ferdinando Imposimato

( Magistrato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ) 

Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Stefano Passigli e Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi. 

Nel dicembre 2005, sotto il governo Berlusconi, la maggioranza del centrodestra varò una nuova legge elettorale (l. 270/2005). A un esame in dettaglio, i meccanismi  della nuova legge sono le  liste bloccate ed eliminazione del voto di preferenza. 

A) Violazione degli articoli 2 e 48 della Costituzione. L'articolo 2 tutela i diritti inviolabili dell'Uomo  e l'art 48  stabilisce “Il voto é personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio é dovere civico”.  
B) Violazione dell'Articolo 3 del protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali  stipulata a Roma il 1950, ratificato con legge 28agosto 1997 n 296: “Le parti contraenti si impegnano ad organizzare ad intervalli ragionevoli libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell'opinione del popolo sulla scelta  del corpo legislativo”.           
C) Violazione dell'articolo 25 lettera b del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici concluso a NY il 16 dicembre 1966, entrato in vigore in Italia il 15 dicembre 1978: “ogni cittadino ha il diritto di votare e di essere eletto , nel corso di elezioni periodiche, veritiere,  effettuate a suffragio universale ed uguale, ed a voto segreto, che garantiscano la libera espressione della volontà degli elettori”. 
D)  Violazione dell'articolo 21 della dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo dell'ONU di NY del 10 dicembre 1948: “Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese , sia direttamente sia  attraverso rappresentanti liberamente scelti... la volontà popolare é il fondamento dell'autorità del governo”.

Di qui l’insopprimibile bisogno, ribadito  dal presidente della Repubblica Giorgio Napoletano,  di mettere mano alla legge elettorale.  Questa legge è stata di fatto voluta anche dalla opposizione, che pensava di garantire la sopravvivenza di personaggi logori e squalificati.  Ma come si può chiedere al cittadino  una scelta  politica personale, uguale e libera,   in presenza di una legge elettorale che  escludendo la preferenza,  lo ha esautorato del proprio diritto di voto trasferendolo nella volontà delle segreterie di partito?  Il voto non é libero poiché non consente la scelta dei candidati ma  é vincolato alle  decisioni dei  partiti, associazioni senza regole interne guidati da pochi oligarchi.  E non é uguale poiché i gerarchi dei partiti hanno esercitato di fatto  la scelta dei  rappresentanti del popolo, indipendentemente dalla qualità e dal valore dei candidati: ci sono elettori che hanno un potere di scelta determinante.  In Italia la democrazia é di tipo elettorale:  la pubblica opinione si esprime eleggendo i rappresentanti in Parlamento.  Il vero potere dell'elettorato é nello scegliere chi lo rappresenta e attraverso lui chi lo governa.

I quattro quesiti del referendum riguardano l'abrogazione di:
1.    Liste bloccate. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. Un Parlamento di “nominati” non ha infatti alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.
2.    Il premio di maggioranza. Così esiste solo in Italia e ha effetti opposti a quelli auspicati. Attribuendo il 55% dei seggi alla lista che ottiene un voto più delle altre (anche se ha il 35% dei voti), questo meccanismo obbliga anche i partiti maggiori alla ricerche di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie e inevitabilmente eterogenee. Nessuna stabilità del governo, anzi: frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.
3.    Soglia di sbarramento. L’attuale soglia di sbarramento al 2% per le liste collegate in coalizione è un ulteriore incentivo alla frammentazione. Mantenere una soglia unica al 4% garantisce la presenza alla Camera dei partiti più rappresentativi, “costringendo” le forze minori ad unioni reali (un unico simbolo, un’unica lista) senza scorciatoie come le coalizioni elettorali. Al Senato il sistema dei collegi consentirà nelle Regioni più grandi la rappresentanza anche di forze decisamente minori
4.    Indicazione del candidato premier. L’obbligo di indicare il candidato Capo del governo interferisce con le prerogative del Presidente della Repubblica che può e deve scegliere in assoluta autonomia. Inoltre tale meccanismo tende a trasformare il nostro sistema da parlamentare in semi-presidenziale senza i contrappesi dei sistemi presidenziali.

E’ necessario modificare al più presto l’attuale legge elettorale per portare rimedio ai gravi danni che essa provoca al nostro sistema politico. I suoi principali difetti: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier.
Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici di FB a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi. Nell'interesse della democrazia.

COSA VOGLIAMO: http://www.referendumleggeelettorale.it/cosa_vogliamo.htm

DOVE SI FIRMA: http://www.referendumleggeelettorale.it/dove_si_firma.htm

Dal 13 Luglio al 15 settembre 2011 è possibile firmare presso le segreterie di tutti i comuni italiani.

 Il Referendum è promosso da Stefano Passigli, Giovanni Sartori, Enzo Cheli, Tullio De Mauro, Gianni Ferrara, Massimo Villone, Jacopo Sce, Daniel Pommier, Andrea Carandini, Gustavo Visentini, Claudio Abbado, Dacia Maraini, Renzo Piano, Inge Feltrinelli, Innocenzo Cipolletta, Margherita Hack, Benedetta Tobagi, Franco Cardini, Massimo Teodori, Umberto Ambrosoli, Domenico Fisichella, Enrico Scoppola