La Germania si prepara al test elettorale di Berlino

               di  Massimo Marino

Nelle elezioni in Meclemburgo la CDU  subisce la sesta sconfitta dell’anno e perde anche il suo alleato liberale. Grünen e SPD continuano a vincere. Il 18 settembre si vota a Berlino.

Quella delle elezioni regionali nel Mecleburgo-Pomeriania per il partito cristiano-democratico è la sesta sconfitta consecutiva dell'anno, dopo quelle subite nelle regionali di Amburgo, Sassonia-Anhalt, Baden-Wuerttemberg, Renania-Palatinato e Brema. Scende dal 28,8 al 23,1% in 5 anni mentre i socialdemocratici salgono di quasi 6 punti al 35,7%. Risultato aggravato dalla scomparsa degli alleati di governo liberali che crollano dal 6,8 al 2,8% e quindi non entrano nel parlamentino regionale.

Ottimo successo invece per i Grünen: gli ecologisti salgono dal 3,4 all’8,4% ed entrano alla grande per la prima volta anche in questa regione dell’Est, l’ultima di 16 in cui non erano presenti; dove ancora forte è il peso della Linke, in particolare della sua componente ex-comunista, che arriva al 18,3%. Resta nel parlamentino locale (uno dei due in cui è presente) anche l’estrema destra dell’NPD che pur diminuendo i voti sul 2006 arriva al 6% superando il quorum. La regione era governata da una grande coalizione guidata dai socialdemocratici della SPD, nella quale i cristiano-democratici erano partner di minoranza. L'attuale governatore socialdemocratico, Erwin Sellering, potrebbe a questo punto scegliere di governare per i prossimi cinque anni con ecologisti e sinistra radicale.  Per quanto questa regione dell'estremo nordest del Paese sia piccola (1,2 milioni di abitanti) e considerata la  piu' povera della Germania il test è importante. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore la disoccupazione é ancora nettamente sopra la media nazionale all'11,5%, l'emorragia di giovani verso l'ovest sembra inarrestabile ed il territorio è sempre meno popolato. Crollata anche la partecipazione al voto, scesa in 10 anni dal 70 al 52%.

Incombe l’importante scadenza del voto nella città di Berlino, un incubo per la CDU. Il prossimo 18 settembre ci saranno le elezioni amministrative della capitale. Candidati principali sono il sindaco uscente Klaus Wowereit (Spd, gay dichiarato, che spera in un terzo mandato), Frank Henkel (CDU), Renate Künast dei Verdi (data per grande favorita fino a qualche settimana fa, ma ora in calo rispetto a Wowereit ), Harald Wold (Die Linke), Cristoph Meyer (FDP), Udo Voigt (estrema destra) e Andreas Baum (Die Piraten). A queste elezioni, che sono considerate regionali poiché Berlino, come Brema e Amburgo, ha lo status di città-stato, potranno partecipare tutti i cittadini berlinesi con la nazionalità tedesca mentre i cittadini europei-comunitari ( esempio gli italiani che vivono nella città ) possono partecipare alle elezioni dei quartieri (Bezirkswahlen), mentre i non comunitari non hanno questo diritto. Il 14% dei “berlinesi” non avrà quindi diritto di voto: sono infatti quasi 450.000, circa un settimo della popolazione, coloro che vivono nella città  senza essere in possesso di un passaporto tedesco.
 Con l’iniziativa  “Jede Stimme/Ogni voto” la associazione Citizens For Europe , in collaborazione con la Jede Stimme, cerca di ovviare a questo deficit democratico cercando di coinvolgere nelle elezioni coloro che ne saranno esclusi. Questa campagna si propone di organizzare elezioni simboliche per i cittadini berlinesi che non possiedono passaporto tedesco; dal 29 agosto al 4 settembre, i cittadini senza voto possono recarsi in urne appositamente create per loro e potranno votare la loro preferenza di partito (Zweite Stimme) per l’elezione del sindaco. Un voto simbolico ma organizzato molto seriamente, che darà loro la possibilità almeno di  esprimere i propri desideri di partecipazione politica e sentirsi per una volta parte integrante dei meccanismi della politica tedesca e dar vita ad un dibattito nel paese sull’esclusione politica di una fetta tanto consistente della popolazione. Ad oggi, 16 stati membri dell’Unione Europea garantiscono il diritto al voto a livello comunale, e in certi casi anche regionale e nazionale, ai cittadini stranieri.  I Verdi, la Linke e una parte dell’SPD sono favorevoli ad un allargamento del diritto al voto a livello amministrativo agli stranieri. I Verdi hanno anche avanzato, lo scorso giugno, una proposta alla Abgeordnetenhaus di Berlino (la sede del parlamento locale) per cambiare la legislazione in merito nella capitale. Tuttavia la proposta non e’ passata, anche a causa della contrapposizione di SPD e Linke che si dicono  favorevoli ad un’iniziativa a livello nazionale per spingere la Corte Costituzionale a modificare la Grundgesetz in merito al diritto al voto dei cittadini non tedeschi, ma non ad azioni locali.  La campagna riunisce una rete di piu’ di 100 organizzazioni berlinesi, in gran parte associazioni interculturali (Associazione Turco-Tedesca, Africani a Berlino etc), ma anche artistiche ed enti religiosi. I cittadini possono cercare nel sito jedestimme2011.de le urne più vicine a casa sotto la voce “symbolische Wahlen – Übersicht der Wahllokalen”. Una volta recatisi lì, verrà distribuito loro tutto il materiale necessario per votare – scheda elettorale, informazioni sui partiti, un questionario da compilare su base volontaria con dati personali ecc. I cittadini tedeschi invece potranno recarsi alle urne e firmare una petizione in cui dichiarano di supportare l’iniziativa e di sostenere una proposta di legge che estenda il diritto al voto a livello amministrativo a tutti gli stranieri nella citta’ di Berlino.

Problemi seri stanno emergendo invece per i Grünen a Berlino. Lo scorso marzo, per la prima volta nella storia tedesca, in Baden-Württemberg, come primo ministro del Land è stato eletto un esponente del partito dei Grünen, Anche in Rheinland-Pfalz pur resistendo, il primo ministro socialdemocratico Beck si è scontrato con la ‘sorpresa verde’, rientrata nel parlamento regionale con oltre il 15% di preferenze. Da più di un anno i sondaggi ( che in Germania sono una cosa seria e non sono appaltati e ispirati dai partiti come in Italia) davano la candidata dei Grünen Renate Künast attorno al 24-25% in competizione o addirittura in testa rispetto al socialdemocratico Wowereit; un dato clamoroso non solo per decidere il Borgomastro di Berlino ma prefigurante dello scontro che aspetta la Germania il prossimo anno, con le elezioni politiche che potrebbero essere uno scossone per l’intera Europa.
Recenti sondaggi danno invece i Grunen in relativa discesa, (sebbene  al doppio rispetto 5 anni fa) attorno al 19%, non a favore dell’SPD ma dei Piraten  il movimento in lotta per la liberta' dei diritti d'autore e la democrazia diretta, che schizza al 5% nei sondaggi (quindi in zona quorum)  e rovinerebbe il successo clamoroso degli ecologisti .

Il super anno elettorale è stato finora catastrofico per la CDU, che ad oggi ha perso tutte e sei le elezioni regionali (*), e si prevede che il 18 settembre perderà anche Berlino. Negli ultimi mesi i consensi della coalizione di governo CDU-FDP sono stati minati dalla discussione sullo spegnimento delle centrali nucleari e dal dibattito sui tagli alle tasse. All' interno del partito la Merkel, pur criticata, non sembra realmente minacciata da nessun concorrente interno. Mancano infatti poche settimane al 29 settembre, data prevista per il voto sulla riforma del fondo salva-Stati (Efsf), le misure di salvataggio decise dal vertice dell'eurozona di luglio. Se l'approvazione della legge è scontata - considerato il sì di SPD e Verdi - al momento non è chiaro se la Merkel potrà contare su una propria maggioranza autonoma in parlamento.

(*) Città stato di Amburgo (20.02.2011) / Sassonia-Anhalt (20.03.2011) / Baden-Württemberg (27.03.2011) / Renania Palatinato (27.03.2011) / Città stato di Brema (22.05.2011) / Meclenburgo-Pomerania (04.09.2011)/ Città stato di Berlino (18.09.2011)