UNA IRREQUIETEZZA BENEDETTA E INARRESTABILE

di Maurizio Di Gregorio

Paul Hawken ha scritto un libro memorabile in cui espone la dinamica evolutiva dei vari movimenti sia ecologisti che per la giustizia sociale. Ripercorrendo la storia del pensiero (americano) ambientalista e dei movimenti per i diritti civili, giunge ad individuare un movimento perenne più generale che è sotteso a tutti i vari movimenti in azione nelle varie epoche e situazioni.

  Infine analizza il movimento no global, ne delinea il suo esser formato da reti di movimenti e il suo carattere assolutamente non ideologico.

 

L’universalità di questo movimento dei movimenti (si sta formando dappertutto), la sua capacità di contaminare ogni bacino culturale e persino la sua frammentarietà lo inducono a considerarlo come la risposta immunitaria socio-culturale al degrado ambientale, alla degenerazione economica e alla corruzione sociale. Un movimento che non avendo capi, ideologie e strutture non può magari vincere direttamente niente ma che al contempo è imprendibile e indomabile, riemerge quando vuole, muta di dimensione, forma e obiettivi a seconda delle specifiche situazioni.

Cioè, in realtà, ci dice, è il movimento evolutivo dell’umanità, il cui compito non è ristretto nelle credenze specifiche e ristrette di qualsiasi ideologia o organizzazione e il cui obiettivo non si esaurisce mai nelle iniziative specifiche che mette in atto, poiché non intende vincere su una parte ma si pone invece il compito grandioso di ereditare tutto.

 

Benedetta Irrequietezza, è questo il titolo originale del libro (in inglese Blessed Unrest), è stato tradotto in italiano con invece il titolo di Moltitudine Inarrestabile (Ed. Ambiente). Entrambi i titoli possono essere considerati validi anche se il titolo originale inglese meglio connota la visione olistica e trascendente sulla quale il testo di Paul Hawken è sviluppato.

Il titolo italiano Moltitudine Inarrestabile richiama l’immagine novecentesca del popolo in cammino per la sua emancipazione o liberazione e probabilmente risente della cultura e della retorica rivoluzionaria più tipicamente europea, anzi italiana, un bagaglio culturale ancora in parte ideologico e legato alle passate e fallimentari storie della sinistra italiana.

 

Per questo motivo il libro di Hawken potrebbe non essere realmento compreso o più semplicemente frainteso. Se non ci si libera dagli occhiali ideologici tradizionali infatti, non ci si renderà conto che quando Hawken mette insieme la moltitudine diversissima dei vari movimenti e associazioni che lo compongono, propone una visione di ecologia profonda, uno schema olistico e quindi fonda compiutamente una teoria politica new age.

 

La biografia stessa di Paul Hawken contiene un percorso dagli orti magici della comunità new age di Findhorn alla creazione di una delle prime piccole catene di negozi bio in America, una lunga e approfondita ricerca e pratica dei rapporti tra economia e ambiente, l’esperienza diretta e lo studio teorico di come può essere un commercio alternativo sino al suo libro precedente: Capitalismo Naturale. In esso, riconoscendo come tutto il gioco economico si articoli in realtà sulla dotazione di capitale ambientale (visto anche come sociale)si individua in una economia ecologica l’unica possibilità di reale successo e validità della sfera economica che solo con il recupero della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale può riacquistare una qualsiasi possibile qualità morale.
 

Anche se la parola new age è passata di moda, per i suoi vistosi fallimenti e per quanto sia stata ignobilmente distorta e manipolata, di questo si tratta, di una teoria politica e culturale autenticamente new age. Si prenda a confronto il famoso (all’estero) testo di Marylin Ferguson, la Cospirazione dell’Acquario , (considerato come una bibbia per la new age) e si considerino le sue tabelle di cambiamento di paradigma in ambito politico, ambientale, in educazione e sanità e se ne vedranno direttamente le connessioni con Benedetta irrequietezza.
 

Il movimento dei movimenti di cui si sta parlando agisce da tempi immemori e dalla fine degli anni ’60 è diventato via via più riconoscibile, man mano che emergeva nella società e nelle coscienze individuali, come fiorigialli ad ogni stagione.

Da tanti anni tutto ciò che si muove, in positivo per la trasformazione della società e per la salvezza del pianeta è new age, anche se non si può dire poichè il termine è stato sputtanato.

E in fin dei conti è anche meglio, perché come ricorda proprio Hawken, questo movimento non ha capi, ideologie né può esser richiuso in qualsiasi schema. E spiegando questo illustra proprio il carattere inafferrabile e trascendente della new age stessa.
 

Definizioni a parte, Moltitudine inarrestabile rivela i ponti sia visibili che nascosti tra i movimenti di tipo ambientalista, i movimenti dei diritti civili e di giustizia sociale ed i movimenti di liberazione dei popoli indigeni: un filo comune che collega il creativo metropolitano al contadino sino all’ultima tribù indigena nelle foreste dell’Amazonia.

Già ripercorrendo la storia dei movimenti ambientalisti americani emerge la progressione di coscienza che porta dal conservazionismo ambientale sino alla critica più radicale del sistema economico e culturale moderno. Ed in modo simile avviene lo stesso cammino convergente dei movimenti per i diritti civili e per la giustizia sociale verso il riconoscimento della visione ecologista.
 

Bellissimo il racconto del cammino delle idee che va da Emerson (trascendentalismo) a Thoreau, passando per Gandhi, la Baghavad Gita e tornando a Martin Luther King, così come quello che porta dalla prima creazione dei parchi naturali all’ecologismo dei Friends of the Earth sino al movimento no global di Seattle.

Una interconnessione di movimenti ed esperienze che viaggia sulle idee che passano da parte a parte, si applicano e si trasformano viaggiando ai quattro angoli del mondo, idee libere come l'energia, non sono proprietà di nessuno e vanno dappertutto.

Agli occhi di un indigeno, poichè vive sulla Terra, giustizia ambientale e giustizia sociale sono la stessa cosa; sono invece le moltitudini cittadine sradicate da se stesse e dalla terra che stentano a riconoscere questa semplice verità: invece di essere radicate alla Terra, sono imprigionate nella bugia della crescita infinita, nel consumismo di massa, ingannate da favole scientiste e materialiste e truffate da pseudo religioni, sedotte dall’immoralità ed attirate nella spirale distruttiva del nulla.
 

Dice Hawken: “curare le ferite del mondo e dei suoi abitanti non richiede santità o un partito politico, ma solo buon senso e perseveranza. Non si tratta di una attività di destra o di sinistra (conservative or liberal -nel testo originale), si tratta di un atto sacro”.
 

La profondità di visione e analisi raccolta in questo magnifico libro ne richiede riflessione e approfondimenti, ne consigliamo assolutamente lettura.
 

Parliamo un un attimo delle piccole vicende italiane, il libro è uscito in Italia a fine maggio, pochi giorni prima delle elezioni europee e se ne sta diffondendo la lettura per passaparola. La sua lettura agevola ad una interpretazione più ampia di quanto sta avvenendo nella politica e società europea.
 

Fallite tutte le ideologie, sta tramontando l’epoca dei partiti di massa, sia socialdemocratici che popolari, lentamente si delinea una nuova sensibilità e consapevolezza che va oltre lo schema destre/sinistre. Le formazioni ecologiche oscillano in tutta l’europa occidentale intorno al 10% e dove meglio interpretano la benedetta irrequietezza raggiungono il 16% come nel caso di Ecologie Europe di Cohn Bendit in Francia, candidandosi a forza determinante per il futuro. Da Obama a Cohn Bendit spira un nuovo vento anche sull’Europa.

Europe Ecologie di Cohn Bendit è una moderna lista ecologica che raccoglie il meglio della società civile, va dai verdi tradizionali alla magistrata anticorruzione Eva Jolie sino al no global Josè Bovè.

Come se in Italia vi fosse un formazione che raggruppa Antonio Di Pietro, Beppe Grillo e Carlo Petrini, sino a quel che resta dei verdi ed al cosmo delle associazioni ambientaliste, di volontariato e della società civile, un insieme, guardiamo bene, quasi visibile, che in Italia potrebbe mobilitare anche più del 20% dei consensi.
 

Più che altrove, è proprio in Italia che si può avvertire l’urgente necessità di una visione comune di giustizia ambientale e sociale: L’inquinamento ambientale è una corruzione ecologica quanto la corruzione è inquinamento sociale ed economico.
 

Intorno, nell’impazzimento generale, prosegue la degenerazione della vita collettiva, la lunga agonia dei partiti storici, il fallimento delle culture tradizionali di destra e di sinistra.
 

Hawken ci ricorda che ci vollero più di cento anni perché si coniasse il termine di rivoluzione industriale, essa fu riconosciuta solo quando si era già compiuta. Oggi ci troviamo davanti qualcosa che non ha nome, forse una rivoluzione ecologica, forse il risveglio spirituale dell’umanità, il bello non è definirla ma prendervi parte.
 

Fuori e lontano dall’illusione di massa, ferve una vita sociomolecolare che sta trasformando dall’interno le coscienze individuali e collettive, è presente dappertutto, spesso ancora clandestina, una benedetta irrequietezza, è inarrestabile, sta arrivando. 
 

 Fonte: Fiorigialli.it