LETTERA APERTA AL "SOGNO"

di Maurizio Di Gregorio
 
Lettera aperta ai promotori dell’appello
“ Abbiamo un Sogno”
 
Quando venne pubblicato a settembre l’appello chiamato “Abbiamo un sogno”  vi ho aderito  subito e poi in seguito, su richiesta di Michele Dotti sono diventato,  insieme ad altri, uno dei sette soci fondatori, inel  direttivo della relativa associazione, che non si è mai riunito in 4 mesi.
 
Leggendo l’appello (http://www.gruppocinqueterre.it/node/672), mi ero ritrovato insieme a qualche altro migliaio di sottoscrittori nel progetto di “un nuovo soggetto politico estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche”, un nuovo soggetto che “raccogliendo i settori più attivi della società civile si organizzasse per il cambiamento politico creando una alternativa credibile seria e affidabile”. Un movimento del buonsenso, queste le parole testuali dell’appello, dal compito più grande di ogni altro partito politico esistente. Mi aveva negativamente colpito anche la durezza della stroncatura di Maurizio Pallante che parlava di un incubo.(http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/10/il-sogno-di-dotti-assomiglia-a-un-incubo/59184/)
 
All’unico incontro pubblico dei firmatari dell’appello, a Firenze, ho rilanciato, insieme a diversi amici del Gruppo delle Cinque Terre  ed altri l’idea di  promuovere una specie di conclave laico, civico ed ecologista che iniziasse concretamente un confronto ed un percorso in questa direzione. La nostra proposta passò all’unanimità. Identicamente la medesima proposta l’avevamo fatta anche all’assemblea della Costituente Ecologista di Bologna e anche lì era stata da tutti approvata.
 
Già nel giugno precedente, in un seminario non pubblico a Roma avevamo proposto l’idea di un incontro delle diverse aree. Precisata nella proposta (http://www.gruppocinqueterre.it/node/572) di formare gradualmente un tavolo nazionale di 100 persone di diversa origine ( i 100 Cohn Bendit) che avviassero un dibattito nazionale con Tavoli tematici e avviassero 21 Tavoli regionali per garantire una nuova aggregazione che fosse davvero partecipata e da nessuno egemonizzata; per garantirlo avevamo genericamente proposto che nessun soggetto organizzato avesse più del 10% di presenti nel tavolo nazionale. Questa proposta ha trovato però una netta opposizione, più silenziosa che esplicita, ignorandola, specie da parte dei dirigenti dei Verdi sia a Roma che a Bologna che a Firenze.     
 
Quello che è successo dopo è talmente deludente da far avvicinare davvero il sogno ad un incubo.
 
Al Conclave di Bologna, insieme a tante cose belle e interessanti era diventata evidente la presenza di due visioni:
 
a) costruire un nuovo soggetto realmente autonomo distinto e distante dai partiti tradizionali spostando il problema delle eventuali alleanze ad un tempo successivo solo in condizioni di effettiva parità con altri partiti. In ogni caso ponendo sul tavolo pezzi concreti e consistenti di una conversione ecologica della società italiana (TAV, inceneritori, consumo del territorio, ridimensionamento della casta decrescita e tanto altro) non la eventuale garanzia di 1-2 posti da qualche parte.
b) costruire un nuovo soggetto politico impegnato da subito a costruire alleanze, non si sa su quali basi e con quali metodi, che evidentemente non si ritiene di discutere pubblicamente, con il centrosinistra,meglio con il PD, forse con Radicali e socialisti (http://www.costituentecologista.it/notizie/terra-news/item/1644-il-sole-e-la-rosa-insieme-per-una-nuova-societa-civile.html), riproponendo anche i rituali della doppia tessera. 
 
La prima visione aveva avuto molte adesioni e aveva portato alla presentazione, da parte di alcuni esponenti della Rete dei Cittadini e di molti altri,  di  un breve  documento (naturalmente non si votava comunque nulla) che comunque noi, e solo noi, che siamo notoriamente antidemocratici,  abbiamo poi pubblicato insieme agli altri (http://eco-ecoblog.blogspot.com/2011/02/conclave-ecologista-e-civico-di-bologna.html).
 
 Nel mio personale intervento verso la fine dei lavori avevo constatato la presenza delle due posizioni chiaramente diverse ed  avevo auspicato che comunque si riuscisse a continuare a discutere insieme.
 
Dopo l’incontro è invece uscito un comunicato non concordato tra i tre promotori, con le firme di Abbiamo un Sogno e Costituente Ecologista, che forniva all'esterno una informazione distorta e ignorava completamente la posizione molto condivisa fra molti partecipanti di fare qualcosa di nuovo decisamente fuori dai partiti e dalle alleanze precostituite con loro.
 
Come se non bastasse mi sono pervenute mail in cui si indicava  il testo iniziale di questo comunicato come mio ( dopo molti giorni, a cose fatte, mi è stato detto che si era trattata di una svista e di una imprecisione).  Ho chiesto più volte e inutilmente  a Michele Dotti e ad altri di stendere un comunicato congiunto dei  tre  promotori (rappresentati da me, Marco Boschini e Giuliano Tallone)  in cui si descrivessero brevemente le due diverse posizioni; d’altronde avevamo da sempre sostenuto che il conclave doveva essere solo un appuntamento in in cui si chiarissero pubblico su cosa si è uniti e su cosa si è eventualmente divisi.
 
Il Comunicato, con firme allegate che andavano e venivano, precedeva non solo l’incontro del Coordinamento della Costituente Ecologista, ma aveva la firma del Sogno senza però che il suo direttivo si fosse mai riunito ne fosse stato peraltro eletto da alcuno. Altro che democrazia, regole condivise e altre belle parole ….
 
Prendendo atto di ciò, ho capito che non mi era più possibile continuare a collaborare con chi ritiene normale tale comportamento.  
 
Del resto, devo precisare a chi non lo sapesse, che ci siamo ritrovati ad organizzare l’incontro praticamente da soli. Dopo che da più parti ci veniva chiesto di non farlo pubblico, di ridurlo ad un ristretto coordinamento, di evitare una partecipazione eccessiva, abbiamo dovuto fare tutto noi, dalla ricerca della sede dell’incontro, con l’aiuto prezioso dell’Associazione Eco di Bologna, inconsapevole come tanti altri dei retroscena, ad un manifesto e cartolina in carta e prima sul web, a tutto il lavoro di segreteria e accoglienza, dovendo persino insistere per fare pubblicare i dati dell’evento sui siti di altri copromotori; infine nel sito della Costituente Ecologista venne pubblicato come una propria iniziativa, ( per errore ci è stato detto dopo più di 10 giorni in cui da più parti giungevano a noi  obiezioni, proteste o peggio ).
 
Lavoro e spese comprese che non ci sono state rimborsate o partecipate dai presunti altri copromotori. Anche i dati di parte dei partecipanti sono stati raccolti ad un tavolo di alcuni RDC, Cittadini Ecologisti, GCT ed altri distribuendo un volantone del Gruppo delle 5 Terre che parlava di referendum e altro per il quale veniva chiesto un euro, cioè esattamente il suo costo.
 
Alcuni di loro aprivano nei giorni successivi una mailing list moderata, in cui ogni partecipante potesse, se volesse, continuare ad esprimersi e confrontarsi almeno per qualche giorno, evitando gli  interventi polemici e  offensivi, in qualche caso volutamente mistificatori; come avviene praticamente sempre nell’uso di questi strumenti, anche discutibili, di confronto. In esso si sono espresse per molti giorni posizioni diverse e anche contrapposte, insieme a qualche proposta che tutti possono valutare ed attuare. Moderando gli interventi più offensivi o diffamatori i gestori della mailing-list hanno ricevuto naturalmente l’accusa di essere antidemocratici insieme a qualche ripetuta e pesante  intimidazione verbale.      
 
Non intendiamo approfondire oltre le risse mediatiche che nascondono l’effettivo nodo politico, grande  e consistente che si pone:
 
Si vuole fare un nuovo soggetto politico realmente autonomo dai partiti, sempre più vissuti da tanti come la cosiddetta Casta, per promuovere una trasformazione profonda della società della cultura dell’economia e della politica italiana oppure si intende proseguire in un percorso compromettente e compromissorio che ha azzerato i  Verdi e altre formazioni politiche del passato, in cui si professano obiettivi generici da tutti noi condivisibili che poi scompaiono nei programmi e nella pratica del centrosinistra accontentandosi di qualche residuo posto, qualche assessorato o parlamentare qui o là? il tradimento effettivo di Europe Ecologie?
 
 Come si fa a non capire che questo comportamento incoerente ha distrutto i Verdi e non solo loro, ha avviato un flusso di transfughi, aperto il varco ad un professionismo deleterio, allontanato dai Verdi e non solo da loro la gran parte dei cittadini? Reso inefficace anche quanto tanti di loro hanno fatto o tentano di fare ancora oggi ?
 
Insomma vogliamo attuare i primi passi di un sogno grande di qualcosa di nuovo, alternativo all’esistente o lo abbiamo già messo nel cassetto in nome di una, peraltro illusoria, realpolitik in cui è più importante ottenere qualche posto (eventuale), per qualcuno (che dopo sei mesi salirà magari sul primo tram ritenuto più sicuro?)
 
Come si fà a non capire che questo è solo un ennesimo e definitivo suicidio, che annichilisce qualunque aggregazione e progetto credibile? Chi, se non tutti noi, ne subirà le conseguenze per anni? Chi distinguerà i responsabili di questo suicidio da tutti gli altri che lo subiscono?
 
Non sarebbe possibile comunque un confronto aperto e pubblico che non si basi su giochi dietro le quinte, su insulti o su intimidazioni?  Davvero devono essere consegnate solo a Grillo tutte le espressioni di radicalità e di cambiamento che emergono tumultuosamente nel paese ?
 
Cari amici non è possibile eludere questo punto, la triste realtà italiana richiede chiarezza, sincerità, autonomia, lungimiranza e fermezza. 
 
Per questo motivo avevo già chiesto e rinnovo adesso la richiesta di una convocazione urgente dei firmatari del “Sogno” in assemblea pubblica. (i n parallelo ho chiesto la medesima cosa per la Costituente Ecologista ).
 
Non c’è quasi più tempo per riconquistare uno spazio politico che si sta definitivamente dissolvendo.
 
Maurizio Di Gregorio  ( Gruppo delle Cinque Terre )  febbraio 2011