IL CORAGGIO DI CAMBIARE
1 L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo che ne ha fermato l’entrata nel nuovo secolo. Più che in altri paesi è visibile in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi di fondamentali valori etici; permangono aree vaste di ignoranza, incapacità, ingiustizia. Meno facilmente che altri paesi, l’Italia quindi può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche, il risanamento ambientale, e una effettiva realizzazione di una sana cultura dei diritti e dei doveri che dovrebbero regolare la vita sociale della collettività.
Stiamo assistendo ad una semplificazione culturale che rende simili ed al contempo pessime le diverse aree politiche, tutte globalmente incapaci di affrontare le crisi del nuovo tempo: le emergenze ambientali nel territorio, la crisi sociale, la crisi di valori nell’individuo. A breve parole e concetti come Inquinamento ambientale, Corruzione sociale e Perversione morale rischiano di non essere più comprensibili. Si tratta quindi di crisi globale del sistema ed esaurimento delle culture che lo hanno ispirato e formato.
2 L’inesistenza di una cultura di destra onestamente conservatrice e l’inconsistenza di una cultura di sinistra autenticamente riformatrice flagellano il nostro presente, ci costringono e ci permettono di cercare la soluzione dei problemi e dei drammi del nostro tempo altrove.
Si sta invece affermando in Europa ed in altre aree significative del pianeta una nuova cultura trasversale e al di sopra di ogni schieramento politico, culturale e religioso tradizionale che rivendica il diritto-dovere ad una relazione armonica tra uomo e natura, tra esseri umani, tra uomo e donna, e all’interno dell’uomo tra vita e coscienza.
Vi è una benedetta irrequietezza che spinge un numero progressivamente crescente di uomini e donne del pianeta ad una condivisione ed alleanza di valori, pratiche e attività per l’affermazione di ciò che si riconosce come valido e irrinunciabile.
Un movimento della vita e dell’evoluzione umana che non riconosce facilmente ideologie e capi, si nutre di ogni cosa ritienga valido e si diffonde dappertutto. Esso è la forza determinante che può portarci alla scoperta del tempo presente e delle sue soluzioni.
I movimenti ambientalisti, i movimenti dei diritti civili, i movimenti di giustizia sociale, i movimenti di autonomia culturale si stanno intrecciando e tendono a diventare UNO superando i continenti, sia pure con forme e tempi differenti.
Il termine “ecologisti” è al momento il più idoneo a rappresentare questa varietà di esperienze, che vanno ben al di là del semplice ambientalismo e che hanno però un minimo comune denominatore.
Esso è dietro la vittoria di Obama negli USA, spinge ed alimenta la rivoluzione della Green Economy, è alla base della grande e nuova affermazione di formazioni tendenzialmente trasversali come Europe Ecologie in Francia, anima la moltitudine di movimenti culturali sociali e politici attivi su temi specifici e vive nello sforzo quotidiano di ognuno per una vita felice. E’ l’antidoto, unico oggi, all’intossicazione della politica e all’avvelenamento della società e delle coscienze.
3 In Europa e non solo, la crisi economica–finanziaria e la crisi ambientale, non hanno risposte dai partiti della socialdemocrazia che si ridimensionano progressivamente in tutta Europa. Solo un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che riconosca anche le aree dove è conveniente la decrescita, (un termine “infelice” per esprimere una riflessione valida ed una pratica felice, ma inevitabilmente estremo nella sua contrapposizione alla “crescita” e più correttamente sostituibile forse con un idea di “sobrietà”).
L’idea della sobrietà e della sostenibilità ha potenzialità nuove e favorisce l’espansione di nuove forze verdi ed ecologiste in molte zone dell’Europa e del resto del mondo.
Vi è oggi in Italia forse più che altrove l’urgente necessità di un progetto etico, culturale e politico, radicale senza estremismi ed integralismi, che sappia affrontare l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la corruzione della vita a tutti i livelli.
Movimenti di protesta e partiti-scatoloni non riescono ad esprimere nel tempo strategie e riferimenti culturali stabili e concreti. L’antropocentrismo sociale e l’egocentrismo di piccoli leader, l’arroccamento di ognuno su linguaggi, convincimenti e preclusioni personali mantengono la frammentazione culturale, sociale e politica e producono la vanificazione di ogni speranza di cambiamento.
Sarebbe disastroso, ed in parte lo è già, se nella situazione attuale i vari movimenti,o più onestamente i gruppi autoreferenziali e le diverse associazioni proseguissero ognuno diviso dagli altri e chiuso nella sua realtà. E sarebbe ugualmente disastroso se si continuasse ad affidare le speranze di un cambiamento a vecchie e fallimentari formule politiche.
Anche tutti i vari nuovi movimenti come i Meetup di Grillo, il Movimento per la Decrescita Felice, le liste per il Bene Comune, Stop al Consumo di Territorio, il variegato mondo dei blog non comunicanti fra loro, oltre alle storiche associazioni ambientaliste, animaliste, di consumatori e le tante associazioni di ambito locale, lo stesso movimento di Di Pietro, rischiano di percorrere questi stessi passi fatali nell’isolamento, nella separazione o nell’integralismo, con la conseguenza di una sostanziale ed effettiva irrilevanza politica e sociale.
Per evitare il preseguimento di questo autentico gioco al massacro, occorre il collegamento e la federazione diretta di tutte le associazioni, movimenti e liberi cittadini ed un passo indietro dei vari quadri politici.
Le ragioni della mancata maturazione di un progetto alternativo possono essere sinteticamente attribuite alla impemeabilità del sistema politico che con la modifica dei sistemi elettorali negli anni ’90, con la forte difesa dei propri privilegi di casta, con il cedimento ai processi corruttivi ed all’influenza delle mafie, ha impedito cambiamenti e tutele che spesso avevano un impatto sugli ecosistemi e sulla qualità della vita.
Se tutti i termini indicati vengono praticati seriamente ne risulterà il carattere tendenzialmente maggioritario, moderno e radicale dei nuovi ecologisti.
la federazione delle persone, dei progetti culturali, delle attività produttive ed insieme delle capacità, delle qualità, delle speranze, dei sogni e delle visioni, degli uomini e delle donne di buona volontà per costruire una società più armonica ed eco-orientata.
Intendiamo affermare una ecologia ambientale, una ecologia sociale e politica ed una ecologia etica.
Solo attraverso una pratica dell’integrità e della giusta relazione potremo preservare e difendere l’autenticità di ogni cosa ed ogni essere vivente.
Ma anche il senso di inadeguatezza di ogni teoria razionale o metafisica non sostenuta dalle ragioni del cuore e non supportata dalla naturale saggezza della vita e della natura.
Esso può realizzarsi se saprà essere trasversale anche a se stesso, progredire dall’ambientalismo che pure tanti meriti ha ed ha avuto, in un movimento della giusta relazione che riformi la politica e l’economia e che liberi le potenzialità sane di espressione dell’uomo e della società.
Il compito non è solo politico o principalmente politico. E’ un compito insieme sociale, culturale ed economico.
Intendiamo favorire qualcosa di più grande ampio e nuovo, di cui l’attività politica istituzionale deve essere solo una parte.
*un rassemblement sul territorio di tutti i singoli e le associazioni operanti su base locale con una sintesi organizzativa regionale: sull’ambiente, sull’impegno sociale e sui diritti civili.
*una federazione trasversale nazionale e regionale di tutti i movimenti e le associazioni culturali sociali e politiche specifiche
La sfida è grande. Saremo in grado di divenire incisivi se sapremo collegarci realmente ognuno con gli altri, agendo insieme e riconoscendo reciprocamente la validità delle ragioni dell’altro. Proponiamo una attività collettiva di guarigione da ciò che ci tiene separati e talvolta lontani.
Ma come ignorare che nonostante 30 anni di lotte ambientali i risultati sono o insufficienti o scarsi o inesistenti?
Iniziative di lotta esemplare devono essere preparate in questi settori.
Fare qualcosa è incidere sulla realtà, risolvere i problemi esistenti, non candidarsi alle elezioni, costituire una piccola corporation e lobby di settore, una piccola burocrazia, un flusso di fondi economici, il tutto giustificato da una serie di iniziative irrilevanti o senza esito.
* una Convention generale ecologista (Stati generali ?) con anche forti presenze europee ed internazionali e che possa durare anche 10 giorni, come evento di svolta, di grande richiamo, con forti contenuti culturali e di comunicazione.
* una Ecoexpo collegata a questo evento che la segua a distanza di qualche mese con il coinvolgimento di tutte le realtà economiche e produttive, ecocompatibili, ecorientate e socialmente sostenibili già esistenti, al fine di favorire la loro espansione.
* Un network di Media: Web ma anche Tv e carta stampata, che parta dalla unificazione dei vari frammenti comunicativi degli ecologisti oggi già esistenti messi in rete e connettendoli fra loro nel Portale degli ecologisti per moltiplicare la loro potenzialità comunicativa.
Come Gruppo delle Cinque Terre non intendiamo essere un nuovo gruppo che si aggiunge ad altri ma intendiamo costruire ponti che uniscano e unifichino i gruppi esistenti per promuovere la casa comune degli Ecologisti.
*la riunificazione dei vari gruppi e movimenti dell’area ecologista
*contribuire alla realizzazione del nuovo programma ecologista
*promuovere nuovi strumenti di comunicazione del Movimento Ecologista
www.fiorigialli.it * info@fiorigialli.it (Maurizio Di Gregorio)





